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I media pubblici europei affrontano una crisi esistenziale mentre gli attacchi populisti si intensificano

institutional · 2026-05-17

Le emittenti pubbliche europee stanno affrontando sfide senza precedenti da parte dei movimenti populisti, tagli di bilancio e calo della fiducia pubblica. Questa crisi è stata sottolineata dallo scandalo ORF in Austria, dove il direttore generale Roland Weissman si è dimesso dopo accuse di molestie, portando a un'indagine sulla conformità. La giornalista Barbara Tóth lo ha descritto come "il più grande scandalo nella storia dell'ORF". Il governo austriaco terrà una convention di riforma a settembre. Fazioni populiste, come il Rassemblement National francese e l'AfD tedesco, stanno prendendo di mira i media pubblici. In Francia, un'inchiesta parlamentare guidata da Charles Alloncle ha suggerito un taglio del 25% al bilancio di 4 miliardi di euro dei media pubblici. In Ungheria, il primo ministro Péter Magyar si è impegnato a riformare i media pubblici. Il dissenso pubblico è in aumento, come dimostrano le proteste nella Repubblica Ceca e un referendum svizzero che ha respinto un taglio del 40% ai canoni di licenza.

Fatti principali

  • Il direttore generale dell'ORF Roland Weissman si è dimesso dopo accuse di molestie a marzo.
  • Barbara Tóth ha definito lo scandalo ORF il più grande nella sua storia.
  • Il governo austriaco ha promesso una convention di riforma a settembre.
  • L'inchiesta parlamentare francese ha chiesto un taglio del 25% al bilancio di 4 miliardi di euro dei media pubblici.
  • Charles Alloncle ha guidato l'inchiesta francese per l'Unione della Destra per la Repubblica conservatrice.
  • Gli elettori svizzeri hanno respinto un taglio del 40% ai canoni di licenza con il 62% a marzo.
  • L'AfD guida i sondaggi in Sassonia-Anhalt con il 41% e minaccia di cancellare il contratto con MDR.
  • L'ungherese Péter Magyar ha promesso di rinnovare i media pubblici come 'fabbrica di bugie'.
  • Il conduttore di TVP Wojciech Szelag si è scusato per la propaganda passata a febbraio 2024.
  • La Lituania ha congelato i finanziamenti statali a LRT fino al 2029.
  • Il governo Meloni in Italia ha sostituito il personale RAI; 118 attacchi a giornalisti nel 2024.
  • I cechi hanno protestato contro il piano di spostare il finanziamento dei media pubblici dal canone al bilancio.
  • La legge europea sulla libertà dei media è in vigore da agosto ma non ancora recepita da molti stati.
  • Florian Saurwein mette in guardia dalla cattura politica piuttosto che dall'abolizione.

Entità

Istituzioni

  • ORF
  • Falter
  • Freedom Party (FPÖ)
  • BBC
  • Netflix
  • Apple TV
  • Public Media Alliance
  • RTÉ
  • National Rally (RN)
  • Union of the Right for the Republic
  • Télérama
  • Reform UK
  • Alternative for Germany (AfD)
  • European Federation of Journalists
  • MDR
  • ARD
  • ZDF
  • TVP
  • TVP Info
  • Law and Justice (PiS)
  • LRT
  • RAI
  • Reporters without Borders
  • International Press Institute
  • EU Media Freedom Act
  • University of Zürich

Luoghi

  • Vienna
  • Austria
  • Europe
  • France
  • Germany
  • Saxony-Anhalt
  • Magdeburg
  • Hungary
  • Poland
  • Lithuania
  • Italy
  • Czech Republic
  • Prague
  • Switzerland
  • Denmark
  • Brussels
  • Berlin

Fonti