La fuga filosofica dell'Europa dal presente
Domenico Ioppolo sostiene che lo status marginale dell'Europa derivi dalla sua difficoltà a confrontarsi con il presente, piuttosto che da una carenza di storia o di lungimiranza. Il passato del continente—segnato da colonialismo, guerre civili, regimi totalitari e genocidi—ha favorito una cautela paralizzante. Nel navigare il presente, che richiede decisioni difficili e sfumate, l'Europa ricorre spesso a procrastinazione e approcci procedurali. Ioppolo cita Milan Kundera, sottolineando la tendenza dell'Europa a soffermarsi sulle colpe passate e a cercare conforto futuro, trascurando i doveri attuali. Incidenti come Srebrenica e il conflitto in corso in Ucraina evidenziano questo dilemma. In particolare, la risposta alla pandemia dimostra che l'Europa affronta il presente solo durante le crisi. Ioppolo collega questo comportamento alle tradizioni filosofiche europee, che hanno reso il presente uno spazio di decadenza e responsabilità differita.
Fatti principali
- La marginalità dell'Europa è dovuta all'incapacità di abitare il presente, non alla mancanza di storia.
- L'eccesso di storia (colonialismo, guerre, totalitarismo, genocidio) porta a una prudenza paralizzante.
- Il presente è ridotto a gestione, rinvio e procedura.
- Intuizione di Milan Kundera: una civiltà distoglie lo sguardo per evitare la sua storia.
- Rare eccezioni: risposta alla pandemia e 'whatever it takes' contro la speculazione sull'euro.
- Il classicismo ha reso il passato normativo, il presente un luogo di decadenza.
- Il cristianesimo ha reso il presente una preparazione per una fine escatologica.
- L'idealismo hegeliano vede il presente come reale solo come momento di un processo.
Entità
Istituzioni
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Luoghi
- Europe
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