Strategia UE contro il greenwashing e la sovrapproduzione nella moda
La Commissione Europea ha pubblicato il 30 marzo 2022 la sua 'Strategia per un tessile sostenibile e circolare', con l'obiettivo di riformare l'industria della moda. Il piano impone che l'abbigliamento sia durevole, riparabile e realizzato con fibre riciclate, mentre vieta la distruzione delle scorte invendute. L'inquinamento da microplastiche sarà affrontato tramite linee guida di progettazione e incentivi per i filtri delle lavatrici. I marchi dovranno sostenere le dichiarazioni di sostenibilità con prove scientifiche, poiché il 40% delle attuali dichiarazioni è falso. La Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) richiederà ai marchi di pagare per la gestione del fine vita dei loro prodotti. La strategia sfida direttamente il modello di business del fast-fashion chiedendo un minor numero di collezioni all'anno. Le disposizioni di giustizia sociale vietano i prodotti realizzati in condizioni di sfruttamento, incluso il lavoro minorile. L'esportazione di abiti usati sarà consentita solo verso paesi in grado di gestirli, affrontando la crisi in Ghana dove arrivano 15 milioni di capi a settimana. La Commissione dà inoltre priorità al riciclo fibra-fibra rispetto al downcycling delle bottiglie in PET. Sebbene non sia ancora legge, la strategia segna un significativo cambiamento normativo, supportato da finanziamenti per la ricerca su nuove tecnologie di riciclo e materiali biobased. Matteo Ward, CEO di WRÅD e coautore dell'articolo, sottolinea che la sostenibilità deve diventare una mentalità culturale che coinvolga tutta la società.
Fatti principali
- La Commissione Europea ha pubblicato la 'Strategia per un tessile sostenibile e circolare' il 30 marzo 2022
- Linee guida obbligatorie per i designer per creare capi durevoli, riparabili e riciclabili
- La distruzione dei tessili invenduti sarà resa illegale
- Riduzione delle microplastiche attraverso la progettazione e incentivi per le tecnologie di filtrazione
- Il 40% delle dichiarazioni di sostenibilità dei marchi è risultato falso
- La Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) richiede ai marchi di finanziare la gestione del fine vita
- Il modello di business del fast-fashion è preso di mira con la richiesta di ridurre le collezioni annuali
- I prodotti realizzati in condizioni di sfruttamento sono banditi dal mercato UE
- L'esportazione di abiti usati è limitata a paesi disposti e capaci di gestirli
- Il Ghana riceve oltre 15 milioni di capi scartati a settimana dall'Occidente
Entità
Artisti
- Vivienne Westwood
- Matteo Ward
Istituzioni
- European Commission
- WRÅD
- Università Bocconi di Milano
- University of Cambridge
- Artribune
- Fashion Revolution Italia
- RedDot Design Award
Luoghi
- European Union
- Milan
- Italy
- Ghana
- United States
- Europe