Pubblicato saggio sulla pittura astratta di Craig Fisher e le sue intenzioni filosofiche
Nel giugno 2003 è stato pubblicato un saggio che esamina le opere astratte di Craig Fisher. In precedenza, Fisher aveva esposto le sue opere alla Florence Lynch nell'ottobre 2002 e alla Galerie Corinne Caminade di Parigi da marzo ad aprile 2003. Le sue opere non-oggettive attingono da una gamma di stili, tra cui l'Espressionismo Astratto e l'Impressionismo, presentando anche qualità informi o abiette. Critici come David Cohen e Lilly Wei hanno evidenziato la presenza di volontà, caso e il ruolo dell'artista come agente piuttosto che come semplice autore. Fisher utilizza la tela grezza come sfondo, impiegando tecniche come colature, sbavature e macchie, riflettendo sull'interazione tra intenzione artistica e determinismo, simile alla padronanza di Buster Keaton sul caos nel cinema. Il suo lavoro evita l'ironia, offrendo una visione diretta del significato dell'arte nella vita.
Fatti principali
- Saggio pubblicato per la prima volta nel giugno 2003
- Craig Fisher ha esposto alla Florence Lynch nell'ottobre 2002
- Mostra alla Galerie Corinne Caminade, Parigi nel marzo/aprile 2003
- Le pitture sono completamente astratte e non-oggettive
- Il lavoro si confronta con alte tradizioni ed elementi abietti
- I critici David Cohen e Lilly Wei hanno commentato i temi della volontà e del caso
- Utilizza tela grezza con segni come colature, sbavature e macchie
- Esplora l'intenzione contro il determinismo, paragonato a Buster Keaton
Entità
Artisti
- Craig Fisher
- Gerhard Richter
- Marlene Dumas
- Luc Tuymans
- Buster Keaton
- David Cohen
- Lilly Wei
- Kim Levin
Istituzioni
- Florence Lynch
- Galerie Corinne Caminade
- Art Press
- Art in America
- The Village Voice
Luoghi
- Paris
- France