Pilastri ESG e l'evoluzione delle imprese culturali in Italia
L'articolo esamina come le imprese culturali e creative italiane si stanno adattando ai criteri ESG (Ambientali, Sociali, di Governance), sostenendo che la cultura ha da tempo incarnato la sostenibilità ambientale e sociale. L'autrice, Irene Sanesi, osserva che mentre l'Agenda 2030 dell'Unione Europea inizialmente ometteva la cultura, ora ne riconosce il ruolo trasversale in tutti i pilastri. Sul fronte della governance, le imprese culturali sono in ritardo, prive di pianificazione strategica e di una 'cultura del buon governo', in parte a causa della dipendenza da finanziamenti pubblici ritardati. Il pezzo invita a passare dal presentismo a una visione a lungo termine, consentendo l'accesso a risorse non tradizionali. La legge italiana 'Made in Italy' (27 dicembre 2023, n. 206) definisce le imprese culturali e creative, ma la vera sfida è incorporare i principi ESG nelle operazioni. L'articolo traccia un'analogia evolutiva: come pecore e giraffe si adattano ai loro ambienti, le imprese culturali devono evolversi per prosperare.
Fatti principali
- Le imprese culturali e creative italiane affrontano i criteri ESG (Ambientali, Sociali, di Governance).
- L'Agenda 2030 dell'UE inizialmente ometteva la cultura ma ora la considera trasversale.
- La governance è il pilastro più debole per le imprese culturali in Italia.
- La legge italiana 'Made in Italy' (27 dicembre 2023, n. 206) definisce le imprese culturali e creative.
- Le imprese culturali soffrono di presentismo e mancanza di pianificazione strategica.
- I ritardi nei finanziamenti pubblici sono in parte responsabili delle carenze di governance.
- La cultura contribuisce al welfare e al benessere riducendo le disuguaglianze e favorendo l'inclusione.
- L'articolo usa una metafora evolutiva: le imprese culturali devono adattarsi come pecore e giraffe.
Entità
Artisti
- Irene Sanesi
Istituzioni
- Artribune
- BBS-pro Ballerini Sanesi professionisti associati
- BBS-Lombard
Luoghi
- Italy
- Prato
- Milano