Lo scontro filosofico di Eric Marty con Alain Badiou su 'Il Giudeo'
In 'Une querelle avec Alain Badiou', Eric Marty analizza la sua disputa intellettuale con Alain Badiou, incentrata sul libro di Badiou 'Circonstances, 3, Portées du mot "juif"'. Marty distingue la lite dal semplice pamphlet, concentrandosi sulle idee piuttosto che sulle personalità. Critica le affermazioni di Badiou secondo cui Israele è uno stato coloniale e che il film di Claude Lanzmann 'Shoah' è un 'film nazista'. Marty sostiene che queste affermazioni rivelano ignoranza politica ed estetica. La questione filosofica più profonda riguarda l'universale contro il particolare: Badiou vede la particolarità ebraica come un ostacolo all'universalismo, mentre Marty difende la singolarità ebraica come 'segno di contraddizione' che sfida sia l'universalismo astratto che il particolarismo tribale. Marty insiste che Badiou non è antisemita, ma piuttosto cerca di superare l'antisemitismo sussumendo l'identità ebraica in un soggetto universale. Il libro include contributi di Cécile Winter e fa riferimento a pensatori come Yehoshua Leibovitz, Edgar Morin e René Girard. Pubblicato da Gallimard nella collana L'infini, l'opera si confronta con l'eredità delle 'Réflexions sur la question juive' di Sartre.
Fatti principali
- Il libro di Eric Marty 'Une querelle avec Alain Badiou' è pubblicato da Éditions Gallimard nella collana L'infini.
- La disputa ruota attorno a 'Circonstances, 3, Portées du mot "juif"' di Alain Badiou, che include un testo di Cécile Winter.
- Marty distingue tra un pamphlet (che attacca la persona) e una lite (che si confronta con le idee).
- Badiou afferma che Israele è uno stato coloniale e che 'Shoah' di Lanzmann è un film nazista.
- Marty ribatte che i parlamentari arabi israeliani hanno diritti e libertà non presenti nei paesi vicini.
- Badiou e Winter sostengono che la particolarità ebraica come elezione sacra rispecchi l'ideologia nazista.
- Marty paragona l'universalismo di Badiou al democratico di Sartre che distruggerebbe l'ebreo come ebreo per preservare l'umano astratto.
- Marty conclude che Israele è un 'segno di contraddizione' che impedisce alla ragione di chiudersi su se stessa.
- Il libro fa riferimento a pensatori tra cui Yehoshua Leibovitz, Edgar Morin, René Girard e Paul Celan.
- Marty afferma esplicitamente che Badiou non è antisemita, ma cerca di porre fine all'antisemitismo universalizzando l'identità ebraica.
Entità
Artisti
- Eric Marty
- Alain Badiou
- Cécile Winter
- Claude Lanzmann
- Yehoshua Leibovitz
- Edgar Morin
- René Girard
- Paul Celan
- Primo Levi
- Stéphane Mallarmé
- Jean-Paul Sartre
Istituzioni
- Éditions Gallimard
- L'infini
Luoghi
- Israel
- Moyen-Orient
- Bavière
- Knesset
Fonti
- artpress —