Enzo Cosimi: 'I love my sister' esplora l'identità trans attraverso la performance
Al Gender Bender Festival di Bologna, 2018, il coreografo Enzo Cosimi ha presentato 'I love my sister', una performance diretta da lui e interpretata da Egon Botteghi. L'opera ripercorre la vita di Botteghi dalla passione per i cavalli e una caduta, alla paternità e alla transizione da femmina a maschio, intervallata da arie barocche. Cosimi, noto per esplorare le realtà queer, mira a dare visibilità a storie marginalizzate attraverso la trasfigurazione poetica. La performance include proiezioni video, vestizione dal vivo, rasatura e un'iniezione di testosterone mostrata in video. Botteghi canta un'aria dall'oratorio 'San Giovanni Battista' di Alessandro Stradella e conclude con una citazione di Judith Butler: 'Io non sono un mostro | io non sono un caso umano | io sono e basta.' Il pezzo è una celebrazione laica della bellezza e dell'autodeterminazione, che sfida l'invisibilità e rivendica l'identità.
Fatti principali
- Performance 'I love my sister' di Enzo Cosimi al Gender Bender Festival, Bologna, 2018
- Il performer Egon Botteghi racconta la sua transizione FtM
- Cosimi mira a rivelare realtà queer nascoste
- La performance include video di cavalli, vestizione dal vivo, rasatura e iniezione di testosterone
- Botteghi canta un'aria dallo Stradella 'San Giovanni Battista'
- Conclude con la citazione di Judith Butler: 'Io non sono un mostro | io non sono un caso umano | io sono e basta'
- L'opera di Cosimi è descritta come una messa laica della bellezza
- Stefano Tomassini ha scritto la recensione per Artribune
Entità
Artisti
- Enzo Cosimi
- Egon Botteghi
- Stefano Tomassini
- Alessandro Stradella
- Judith Butler
- Jean-Loup Charvet
Istituzioni
- Gender Bender Festival
- Cassero
- Artribune
- Università IUAV di Venezia
Luoghi
- Bologna
- Italy