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Enzo Cosimi: 'I love my sister' esplora l'identità trans attraverso la performance

other · 2026-05-04

Al Gender Bender Festival di Bologna, 2018, il coreografo Enzo Cosimi ha presentato 'I love my sister', una performance diretta da lui e interpretata da Egon Botteghi. L'opera ripercorre la vita di Botteghi dalla passione per i cavalli e una caduta, alla paternità e alla transizione da femmina a maschio, intervallata da arie barocche. Cosimi, noto per esplorare le realtà queer, mira a dare visibilità a storie marginalizzate attraverso la trasfigurazione poetica. La performance include proiezioni video, vestizione dal vivo, rasatura e un'iniezione di testosterone mostrata in video. Botteghi canta un'aria dall'oratorio 'San Giovanni Battista' di Alessandro Stradella e conclude con una citazione di Judith Butler: 'Io non sono un mostro | io non sono un caso umano | io sono e basta.' Il pezzo è una celebrazione laica della bellezza e dell'autodeterminazione, che sfida l'invisibilità e rivendica l'identità.

Fatti principali

  • Performance 'I love my sister' di Enzo Cosimi al Gender Bender Festival, Bologna, 2018
  • Il performer Egon Botteghi racconta la sua transizione FtM
  • Cosimi mira a rivelare realtà queer nascoste
  • La performance include video di cavalli, vestizione dal vivo, rasatura e iniezione di testosterone
  • Botteghi canta un'aria dallo Stradella 'San Giovanni Battista'
  • Conclude con la citazione di Judith Butler: 'Io non sono un mostro | io non sono un caso umano | io sono e basta'
  • L'opera di Cosimi è descritta come una messa laica della bellezza
  • Stefano Tomassini ha scritto la recensione per Artribune

Entità

Artisti

  • Enzo Cosimi
  • Egon Botteghi
  • Stefano Tomassini
  • Alessandro Stradella
  • Judith Butler
  • Jean-Loup Charvet

Istituzioni

  • Gender Bender Festival
  • Cassero
  • Artribune
  • Università IUAV di Venezia

Luoghi

  • Bologna
  • Italy

Fonti