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Storia dell'arte ambientale in 17 tappe fondamentali

publication · 2026-04-27

Il 54° numero di Artribune Magazine esplora l'evoluzione dell'arte ambientale dal 1965 al 2019. Vengono evidenziati pezzi significativi come 'Time Landscape' di Alan Sonfist (1965, completato nel 1978), la mostra 'Earth Works' del 1968 alla Dwan Gallery con artisti come Walter De Maria e Robert Smithson, e il contributo di Buster Simpson a Woodstock (1969). Le 'Survival Pieces' di Helen e Newton Harrison iniziarono nel 1970, con 'Portable Fish Farm' (1971) che suscitò dibattiti. Opere aggiuntive includono 'Hommage à Gustav Mahler' (1973) di NILS-UDO e 'Ocean Landmark' (1978) di Betty Beaumont. Joseph Beuys piantò 7.000 querce per Documenta 7 (1982), mentre Agnes Denes creò un campo di grano su una discarica (1982). Il movimento continuò con 'Revival Field' (1991) di Mel Chin e la mostra 'Ecovention' del 2002. Menzioni notevoli includono il coinvolgimento dell'arte alla COP15 (2009), 'Waiting for Climate Change' di Isaac Cordal (2012), 'Ice Watch' di Olafur Eliasson (2014) e il Climate Museum (2016). Sono anche presenti l'installazione di Lorenzo Quinn alla Biennale di Venezia del 2017 e la mostra '25×25' alla COP25 (2019).

Fatti principali

  • Alan Sonfist concepì Time Landscape nel 1965, realizzato nel 1978.
  • La mostra Earth Works alla Dwan Gallery nel 1968 lanciò la Land Art.
  • Woodstock 1969 ebbe Buster Simpson come direttore artistico.
  • Portable Fish Farm (1971) di Helen e Newton Harrison causò proteste.
  • Hommage à Gustav Mahler (1973) di NILS-UDO fu progettato per scomparire.
  • Ocean Landmark (1978) di Betty Beaumont utilizzò 500 tonnellate di carbone di scarto.
  • Joseph Beuys piantò 7.000 querce a Kassel per Documenta 7 (1982).
  • Agnes Denes coltivò grano su una discarica di Manhattan nel 1982.
  • Revival Field (1991) di Mel Chin e Rufus Chaney usò piante per la bonifica del suolo.
  • Barbara Matilsky definì l'arte ecologica nel catalogo Fragile Ecologies del 1992.
  • Mostra Ecovention al Contemporary Arts Center di Cincinnati nel 2002.
  • La COP15 a Copenaghen (2009) presentò l'arte in modo prominente.
  • Isaac Cordal iniziò la serie Waiting for Climate Change nel 2012.
  • Ice Watch (2014) di Olafur Eliasson utilizzò ghiaccio della Groenlandia a Copenaghen.
  • Climate Museum a New York fondato nel 2016.
  • Installazione di mani di Lorenzo Quinn alla Biennale di Venezia del 2017.
  • Mostra 25×25 alla COP25 di Madrid (2019) con 25 artisti.

Entità

Artisti

  • Alan Sonfist
  • Walter De Maria
  • Richard Long
  • Robert Morris
  • Dennis Oppenheim
  • Robert Smithson
  • Buster Simpson
  • Helen Harrison
  • Newton Harrison
  • NILS-UDO
  • Betty Beaumont
  • Joseph Beuys
  • Agnes Denes
  • Mel Chin
  • Rufus Chaney
  • Barbara Matilsky
  • Sue Spaid
  • Amy Lipton
  • Isaac Cordal
  • Olafur Eliasson
  • Justin Brice Guariglia
  • Lorenzo Quinn
  • Maurita Cardone

Istituzioni

  • Dwan Gallery
  • Hayward Gallery
  • Documenta 7
  • Contemporary Arts Center Cincinnati
  • Climate Museum
  • United Nations
  • IPCC
  • Artribune Magazine
  • Leslie Tonkonow Artworks + Projects

Luoghi

  • New York
  • Manhattan
  • London
  • Kassel
  • Minnesota
  • Copenhagen
  • Denmark
  • Long Island
  • Greenland
  • Venice
  • Italy
  • Madrid
  • Spain
  • Cincinnati
  • Battery Park Landfill
  • Grand Canal
  • Hotel Ca' Sagredo
  • Bankside

Fonti