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La quarta stagione di Emily in Paris affronta moda etica e questioni sociali

opinion-review · 2026-04-26

La quarta stagione di 'Emily in Paris' su Netflix utilizza la moda come veicolo per esplorare temi sociali tra cui cyberbullismo, body shaming, abbigliamento di seconda mano e abusi sul lavoro. La serie si apre con la protagonista Emily (Lily Collins) che affronta diffamazioni online dopo un video virale, rispecchiando scandali di influencer reali come quello di Chiara Ferragni. La sua amica Mindy rifiuta il body shaming vendendo un regalo di alta moda su Vestiaire Collective, promuovendo la moda di seconda mano. Sylvie, il capo di Emily, denuncia Louis de Leon di JVMA per lo sfruttamento dei dipendenti. L'articolo contrappone il messaggio progressista dello show ai paradossi del settore: mentre marchi come Patagonia (Worn Wear, 2013), Gucci (Gucci Equilibrium) e Burberry (Responsibility Agenda) abbracciano la rivendita, molti trattano la sostenibilità come marketing. Il rapporto State of Fashion 2024 di BOF e McKinsey nota che l'80% dell'impatto ambientale avviene in fase di progettazione. Il Vogue Business Inclusivity Report per la Primavera/Estate 2025 mostra solo lo 0,8% di modelle plus-size e il 94,4% di magrezza estrema, sebbene la diversità etnica abbia raggiunto il 43% di non bianche. La sfilata di Victoria's Secret è tornata dopo sei anni tra promesse di inclusività. Uno studio del 2022 di MBS Group e British Fashion Council ha rilevato che solo il 51% delle aziende di moda aveva strategie di D&I.

Fatti principali

  • La quarta stagione di Emily in Paris è stata rilasciata su Netflix.
  • Emily affronta diffamazioni online a causa di un video virale su Instagram.
  • Mindy vende un abito di alta moda su Vestiaire Collective per protestare contro il body shaming.
  • Sylvie denuncia Louis de Leon di JVMA per abusi sul lavoro.
  • Patagonia ha lanciato il programma Worn Wear nel 2013.
  • Gucci e Burberry hanno collaborato con The RealReal per la rivendita.
  • Il rapporto State of Fashion 2024 afferma che l'80% dell'impatto ambientale avviene in fase di progettazione.
  • Vogue Business Inclusivity Report per SS25: 0,8% plus-size, 43% modelle non bianche.

Entità

Artisti

  • Lily Collins
  • Chiara Ferragni

Istituzioni

  • Netflix
  • Vestiaire Collective
  • JVMA
  • Patagonia
  • Gucci
  • Burberry
  • The RealReal
  • BOF
  • McKinsey
  • MBS Group
  • British Fashion Council
  • Vogue Business
  • Victoria's Secret

Luoghi

  • Paris
  • France

Fonti