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Il 'Contro l’oggetto' di Emanuele Quinz esplora il design concettuale oltre l'oggetto

publication · 2026-04-27

Il libro di Emanuele Quinz 'Contro l’oggetto. Conversazioni sul design' (Quodlibet, 2020) sostiene che il design opera sempre più contro l'oggetto, assumendo forme come testo, immagine, film, installazione, performance e strategie partecipative. Il saggio traccia una prospettiva ontologica e storica sul design concettuale, esaminando progetti che generano immaginari dinamici non appiattiti dalla forma e dalla creazione di oggetti. Quinz si basa sulle riflessioni seminali del teorico del design tedesco Gui Bonsiepe, secondo il quale il trattamento sistematico anche di temi marginali può rivelare virtù inerenti alla pratica del design. Il libro presenta le voci di protagonisti che mettono in discussione l'oggetto come unico referente positivo del design, tra cui Giovanni Anceschi della neo-avanguardia Gruppo T, che descrive la sua scelta del design da una prospettiva artistica come un impegno politico, riecheggiando l'idea che il design è arte che si dissolve nella vita. Altre figure citate includono Clino Trini Castelli, Yves Béhar, Martino Gamper, Didier Faustino, Mathieu Mercier, Superflex ed Ernesto Oroza. L'approccio polifonico di Quinz conferma una spinta a ridefinire il design come pratica sociale che trasforma comportamenti e visioni del mondo. Il libro riecheggia implicitamente la proclamazione ideologica di Enzo Mari: progettare per non essere progettati. Marco Petroni, teorico e critico del design, ha contribuito all'articolo.

Fatti principali

  • Titolo del libro: 'Contro l’oggetto. Conversazioni sul design'
  • Autore: Emanuele Quinz
  • Editore: Quodlibet, Macerata, 2020
  • Pagine: 320, Prezzo: €28, ISBN: 9788822903266
  • Il libro sostiene che il design si sta muovendo contro l'oggetto, non solo oltre di esso
  • Quinz fa riferimento all'idea di Gui Bonsiepe secondo cui il trattamento sistematico di temi marginali rivela virtù nella pratica del design
  • Giovanni Anceschi (Gruppo T) descrive la sua scelta del design come impegno politico
  • Designer menzionati: Giovanni Anceschi, Clino Trini Castelli, Yves Béhar, Martino Gamper, Didier Faustino, Mathieu Mercier, Superflex, Ernesto Oroza, Enzo Mari
  • Il libro inquadra il design come pratica sociale che trasforma comportamenti e visioni del mondo
  • Marco Petroni ha scritto l'articolo su Artribune

Entità

Artisti

  • Emanuele Quinz
  • Giovanni Anceschi
  • Clino Trini Castelli
  • Yves Béhar
  • Martino Gamper
  • Didier Faustino
  • Mathieu Mercier
  • Superflex
  • Ernesto Oroza
  • Gui Bonsiepe
  • Enzo Mari
  • Marco Petroni

Istituzioni

  • Quodlibet
  • Gruppo T
  • Artribune

Luoghi

  • Macerata
  • Italy

Fonti