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Elvira Vannini sul queerizzare le istituzioni per preservare l'arte sperimentale

opinion-review · 2026-04-27

La storica dell'arte e critica Elvira Vannini sostiene che le istituzioni possono salvaguardare le pratiche artistiche sperimentali diventando 'queer' – non in termini di identità di genere, ma adottando un approccio sovversivo e autodefinitorio contro la governance neoliberale. Contrappone questa strategia alle istituzionalità alternative che operano al di fuori dei sistemi ufficiali. Vannini cita il Museo Reina Sofía sotto Manuel Borja-Villel come modello: invece di acquisire gli archivi degli artisti (come ha fatto la Tate per l'America Latina o la Galleria Nazionale di Roma per il fondo di Carla Lonzi), il museo ha finanziato la catalogazione della collezione documentaria del collettivo cileno CADA e ha organizzato la sua restituzione a un'istituzione cilena, conservando solo una copia per mostre, consultazione e didattica. Questo approccio preserva l'antagonismo estetico-politico e la sperimentazione socio-linguistica degli archivi, collocandoli in genealogie plurali e locali. Vannini sottolinea l'importanza delle esperienze anti-istituzionali – femministe, queer, trans*, antirazziste, antifasciste – che si confrontano con archivi trasversali e geopoliticamente situati attraverso un lavoro creativo su documenti, immagini e voci, risocializzando narrazioni marginalizzate dal discorso egemonico. L'intervista fa parte di una serie su Artribune che esplora come le istituzioni possano sostenere la sperimentazione, dopo i contributi di Marco Scotini e Gino Gianuizzi.

Fatti principali

  • Elvira Vannini è una storica dell'arte e critica, PhD in Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Bologna.
  • Propone di queerizzare le istituzioni come modo per preservare le pratiche artistiche sperimentali.
  • Queerizzare significa adottare un potenziale sovversivo per ridefinire i meccanismi istituzionali contro l'ordine neoliberale.
  • Distingue tra queerizzare le istituzioni ed esercitare istituzionalità alternative.
  • Il Museo Reina Sofía sotto Manuel Borja-Villel ha sperimentato modelli archivistici per il collettivo cileno CADA.
  • Il museo ha finanziato la catalogazione del CADA e ha restituito l'archivio a un'istituzione cilena, conservando una copia.
  • Vannini sostiene archivi trasversali, geopoliticamente situati, che si confrontano con narrazioni marginalizzate.
  • L'intervista segue i contributi di Marco Scotini e Gino Gianuizzi su Artribune.

Entità

Artisti

  • Elvira Vannini
  • Marco Scotini
  • Gino Gianuizzi
  • Manuel Borja-Villel
  • Carla Lonzi

Istituzioni

  • Artribune
  • Museo Reina Sofía
  • Tate
  • Galleria Nazionale di Roma
  • CADA (Collectivo Acciones de Arte)
  • University of Bologna

Luoghi

  • Madrid
  • Spain
  • Chile
  • Rome
  • Italy
  • Vienna
  • Austria

Fonti