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Le Congruenze Spaziali di Elisabeth Sonneck allo Spazio In Situ, Roma

exhibition · 2026-04-27

L'artista tedesca Elisabeth Sonneck (nata nel 1962 a Bünde) trasforma lo Spazio In Situ di Roma in un ambiente immersivo dove gli elementi architettonici esistenti—tubi, crepe, sporgenze—diventano parte integrante delle sue installazioni site-specific. Utilizzando lunghi rotoli di carta dipinta che passano da cilindri rigidi a volumi aerei, Sonneck crea opere temporanee che dialogano spazialmente con la galleria. Il critico Giuseppe Di Salvatore paragona le sue scelte cromatiche alle analisi sonografiche di Émile Leipp, descrivendo i suoi rotoli come spartiti musicali. La mostra, curata da Valentina Muzi, trasforma la galleria da contenitore a contenuto, con pareti, colonne e finestre che interagiscono con i dipinti. L'intervento autonomo di Sonneck stabilisce un delicato equilibrio, invitando gli spettatori a muoversi nello spazio in una danza a due passi con le opere.

Fatti principali

  • Elisabeth Sonneck è nata nel 1962 a Bünde, in Germania.
  • La mostra si tiene allo Spazio In Situ di Roma.
  • L'esposizione presenta installazioni site-specific che utilizzano lunghi rotoli di carta dipinta.
  • Elementi architettonici esistenti come tubi e crepe sono incorporati nelle opere.
  • Giuseppe Di Salvatore ha scritto il testo critico per la mostra.
  • Di Salvatore paragona la selezione cromatica di Sonneck ai sonogrammi di Émile Leipp.
  • Lo spazio della galleria diventa parte dell'opera d'arte stessa.
  • La mostra è stata recensita dalla giornalista di Artribune Valentina Muzi.

Entità

Artisti

  • Elisabeth Sonneck

Istituzioni

  • Spazio In Situ
  • Artribune

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Bünde
  • Germany

Fonti