Elena Bellantoni: 'Ho annegato il mare' e il paradosso di annegare il mare
In un'intervista con Neve Mazzoleni, l'artista italiana Elena Bellantoni discute la sua performance partecipativa 'Ho annegato il mare', creata per Manifesta 12 a Palermo. L'opera presenta una torre di avvistamento mobile alta 2,8 metri che ha trascinato lungo la costa meridionale di Palermo, invitando i residenti a salire e condividere le loro prospettive sul mare, oscurato dalla cementificazione dilagante, eredità del 'Sacco di Palermo' sotto le amministrazioni di Vito Ciancimino e Salvo Lima. Bellantoni descrive la torre come un 'pulpito contemporaneo' per lo scambio e il dialogo. La performance è documentata in video in bianco e nero, una scelta deliberata che rimanda alla cronaca nera e ai film di Ciprì e Maresco, evitando i colori seducenti della città. Il titolo gioca sul paradosso di annegare il mare, una provocazione per confrontarsi con ciò che si desidera cancellare. La pratica di Bellantoni, influenzata dalla fenomenologia e dalla teoria del linguaggio lacaniana, fonde il personale e il politico. Cita la comicità malinconica di Buster Keaton e le 'lucciole' di Pasolini come ispirazioni. L'opera si confronta anche con la memoria dell'attivista antimafia Pio La Torre, assassinato nel 1982, e include un'intervista con Fiammetta Borsellino. La residenza di Bellantoni presso l'Ecomuseo Mare Memoria Viva (MMV) ha radicato il progetto nella storia locale. Descrive la sua fase attuale come di semplificazione, verso immagini 'secche' che distillano letture territoriali.
Fatti principali
- Elena Bellantoni ha creato 'Ho annegato il mare' per Manifesta 12 a Palermo.
- La performance prevedeva una torre di avvistamento mobile di 2,8 metri trascinata lungo la costa meridionale di Palermo.
- L'opera affronta il 'Sacco di Palermo' e la cementificazione della costa.
- Bellantoni ha collaborato con l'Ecomuseo Mare Memoria Viva (MMV).
- La documentazione video è in bianco e nero, in riferimento alla cronaca nera e ai film di Ciprì e Maresco.
- Il titolo è un paradosso: 'annegare il mare' come provocazione per cancellare o eliminare.
- Bellantoni cita influenze da Buster Keaton, Pasolini e la teoria lacaniana.
- L'opera include un'intervista con Fiammetta Borsellino, figlia del giudice antimafia Paolo Borsellino.
- Viene fatto riferimento a Pio La Torre, attivista antimafia assassinato nel 1982.
- La pratica di Bellantoni fonde dimensioni personali e politiche.
Entità
Artisti
- Elena Bellantoni
- Buster Keaton
- Pier Paolo Pasolini
- Adrian Paci
- Ciprì e Maresco
Istituzioni
- Manifesta 12
- Ecomuseo Mare Memoria Viva (MMV)
- UniCredit
- Artribune
Luoghi
- Palermo
- Italy
- Sicily
- Calabria
- Scutari
- Albania
- Genoa
- Foro Italico
- Bandita
- Brancaccio
- Zen
- Mediterranean