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L'efficienza come nuovo criterio per l'arte contemporanea?

opinion-review · 2026-04-27

Christian Caliandro riflette su un testo del 1981 di Germano Celant sull'omogeneizzazione e neutralizzazione dell'arte, sostenendo che questi processi si sono intensificati e ora si allineano con la produzione guidata dall'IA. Collega i concetti di 'permutabilità dei termini' e 'reificazione' di Celant alla nozione di androidi di Philip K. Dick: esseri che imitano gli umani senza sentimenti genuini. Caliandro sostiene che gran parte dell'arte contemporanea è già meccanizzata e simulacrale, rendendola matura per una piena presa in carico da parte dell'IA. Si chiede chi abbia deciso che l'efficienza dovesse essere il criterio per l'arte e perché gli artisti abbiano accettato questa tendenza pericolosa e sconfortante. Il saggio appare su Artribune.

Fatti principali

  • Viene citato il testo del 1981 di Germano Celant 'Per un'identità italiana'.
  • Il testo di Celant fu pubblicato nel catalogo di 'Identité italienne' al Centre Georges Pompidou, Parigi.
  • Caliandro cita il saggio del 1975 di Philip K. Dick 'Man, Android, and Machine'.
  • Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
  • Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola.
  • L'articolo discute il ruolo dell'IA nella produzione artistica.
  • Caliandro sostiene che l'efficienza sia un concetto anti-artistico.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel febbraio 2023.

Entità

Artisti

  • Germano Celant
  • Philip K. Dick
  • Vincent van Gogh
  • Christian Caliandro

Istituzioni

  • Centre Georges Pompidou
  • Musée National d'Art Moderne
  • Feltrinelli
  • Fanucci Editore
  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Symbola Fondazione per le Qualità italiane
  • Artribune

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Italy
  • Milan

Fonti