L'efficienza come nuovo criterio per l'arte contemporanea?
Christian Caliandro riflette su un testo del 1981 di Germano Celant sull'omogeneizzazione e neutralizzazione dell'arte, sostenendo che questi processi si sono intensificati e ora si allineano con la produzione guidata dall'IA. Collega i concetti di 'permutabilità dei termini' e 'reificazione' di Celant alla nozione di androidi di Philip K. Dick: esseri che imitano gli umani senza sentimenti genuini. Caliandro sostiene che gran parte dell'arte contemporanea è già meccanizzata e simulacrale, rendendola matura per una piena presa in carico da parte dell'IA. Si chiede chi abbia deciso che l'efficienza dovesse essere il criterio per l'arte e perché gli artisti abbiano accettato questa tendenza pericolosa e sconfortante. Il saggio appare su Artribune.
Fatti principali
- Viene citato il testo del 1981 di Germano Celant 'Per un'identità italiana'.
- Il testo di Celant fu pubblicato nel catalogo di 'Identité italienne' al Centre Georges Pompidou, Parigi.
- Caliandro cita il saggio del 1975 di Philip K. Dick 'Man, Android, and Machine'.
- Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola.
- L'articolo discute il ruolo dell'IA nella produzione artistica.
- Caliandro sostiene che l'efficienza sia un concetto anti-artistico.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel febbraio 2023.
Entità
Artisti
- Germano Celant
- Philip K. Dick
- Vincent van Gogh
- Christian Caliandro
Istituzioni
- Centre Georges Pompidou
- Musée National d'Art Moderne
- Feltrinelli
- Fanucci Editore
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
- Artribune
Luoghi
- Paris
- France
- Italy
- Milan