La solitudine pandemica di Edward Hopper: un viaggio attraverso i paesaggi interiori
L'articolo di Luca Cantore D'Amore su Artribune traccia paralleli tra la solitudine rappresentata nei dipinti di Edward Hopper e l'esperienza psicologica della pandemia di COVID-19. Le opere di Hopper, come 'Sunday' (1926) e 'Cape Cod Evening' (1939), sono descritte come rappresentazioni di stati d'animo piuttosto che di luoghi fisici, riflettendo un senso di abbandono e attesa. L'autore cita la frase della drammaturga Lucia Calamaro 'solitudine da paese spopolato' per descrivere i personaggi di Hopper, congelati in un momento di cambiamento imminente ma mai arrivato. Vengono fatti confronti con i dipinti metafisici di Giorgio de Chirico, dove il tempo è sospeso in un 'imbrunire' psicologico. L'articolo sostiene che l'arte di Hopper risuoni con l'era pandemica, dove la vita ha superato l'arte nella sua immobilità apocalittica. Il pezzo fa parte di una serie intitolata 'La vita fantasma' su Artribune.
Fatti principali
- Articolo di Luca Cantore D'Amore su Artribune
- Traccia paralleli tra i dipinti di Hopper e la solitudine pandemica
- Riferisce alle opere di Hopper 'Sunday' (1926) e 'Cape Cod Evening' (1939)
- Cita la frase di Lucia Calamaro 'solitudine da paese spopolato'
- Confronta Hopper con Giorgio de Chirico
- Parte della serie 'La vita fantasma'
- Pubblicato nel gennaio 2021
- Hopper descritto come padre del realismo americano
Entità
Artisti
- Edward Hopper
- Giorgio de Chirico
- Lorenzo Lotto
- Federico Fellini
- Andy Warhol
- Lucia Calamaro
- Vincenzo Trione
- Silvio Orlando
- Luca Cantore D'Amore
Istituzioni
- Artribune
- The Phillips Collection
- National Gallery of Art
Luoghi
- Salerno
- Italy
- United States
- Washington DC