Editoriale sull'ipocrisia olimpica e l'arte tibetana
L'editoriale critica i governi occidentali per la loro posizione debole sui diritti umani in Cina durante le Olimpiadi del 2008, contrapponendola alla protezione di Salman Rushdie. Viene evidenziato un nuovo libro di Luc Richard, 'Pékin 2008: pourquoi la Chine a déjà gagné', recensito da Fabrice Hadjadj, che discute anche della storia tibetana e del mito del buddismo immacolato. Il numero include un dossier sugli artisti tibetani contemporanei curato da Nathalie Gyatso.
Fatti principali
- I governi occidentali non hanno mostrato fermezza riguardo alle Olimpiadi del 2008 in Cina.
- È stato pubblicato un libro intitolato 'Pékin 2008: pourquoi la Chine a déjà gagné' di Luc Richard da Mille et une nuits.
- Fabrice Hadjadj recensisce il libro e scrive sul Tibet.
- Il numero contiene un dossier sugli artisti tibetani contemporanei presentato da Nathalie Gyatso.
- Hadjadj critica il mito del buddismo tibetano come puro e nota la violenza storica dei lama.
- Fa riferimento al libro 'Les Peuples oubliés du Tibet' di Constantin de Slizewicz.
- Il Dalai Lama ha elogiato senza riserve le SS Heinrich Harrer.
- La Cina mira a creare un buddismo folkloristico e mercificato per il consumo occidentale.
Entità
Artisti
- Nathalie Gyatso
Istituzioni
- Mille et une nuits
- artpress
Luoghi
- China
- Tibet
- Lhassa
- Pékin
Fonti
- artpress —