La semplicità di Edith Piaf come modello per la body art contemporanea
Angela Vettese riflette sull'evoluzione della rappresentazione del corpo nell'arte, dalle provocatorie performance degli anni '60 agli approcci odierni normalizzati e meno violenti. Contrappone la cruda semplicità dell'ultimo video di Edith Piaf (1963) alle moderne modificazioni corporee come tatuaggi e piercing. Artisti come Lisa Yuskavage, John Currin, Precious Okoyomon, Andra Ursuta e Simone Leigh esplorano corpi distorti o ritualistici. Performance storiche di Rudolf Schwarzkogler, Valie Export, Vito Acconci, Carolee Schneemann e Ana Mendieta sono citate come prime provocazioni. Successivamente, la Terza Mano di Stelarc (1980-88) e l'Epizoo di Marcel·lí Antúnez Roca (1994) introdussero elementi robotici. Negli anni 2000, performance di Tino Sehgal, Alexandra Pirici, Cally Spooner e Christodoulos Panayiotou hanno normalizzato l'arte corporea. Vettese sostiene che i giovani di oggi usano tatuaggi e tecnologia come segni tribali, non come linguaggio corporeo sperimentale. Evidenzia artisti come Pierre Huyghe, Alexandra Daisy Ginsberg e Hito Steyerl che coinvolgono gli spettatori in futuri postumani partecipativi. L'articolo conclude che la vulnerabilità senza ornamenti di Piaf rispecchia la nostra ansia per il futuro.
Fatti principali
- L'ultimo video di Edith Piaf fu girato nel 1963, prima della sua morte a 47 anni.
- L'aspetto semplice di Piaf è contrapposto ai corpi odierni tatuati e piercings.
- Lisa Yuskavage e John Currin dipingono corpi sensuali esagerati.
- Precious Okoyomon crea sculture di terra di busti femminili con piante rampicanti.
- Andra Ursuta espone teste femminili in vetro con teschi allungati.
- Simone Leigh veste figure in bronzo con gonne di rafia e volti di legno.
- Aktion Sommer (1965) di Rudolf Schwarzkogler coinvolgeva mutilazioni genitali.
- Genitalpanik (1969) di Valie Export presentava una pistola puntata verso gli spettatori.
- Seedbed (1972) di Vito Acconci prevedeva masturbazione pubblica.
- Interior Scroll (1975) di Carolee Schneemann estraeva poesia dalla sua vagina.
- Le siluetas (1973-76) di Ana Mendieta usavano fuoco, foglie e fiori.
- La Terza Mano di Stelarc (1980-88) era una protesi sull'avambraccio.
- Epizoo (1994) di Marcel·lí Antúnez Roca usava un esoscheletro controllato dagli spettatori.
- This Is So Contemporary (2003) di Tino Sehgal presentava saltatori cantanti alla Biennale di Venezia.
- Alexandra Pirici, Cally Spooner e Christodoulos Panayiotou sono artisti performativi contemporanei.
- Silvia Calderoni incarna la sua identità queer senza finzioni.
- Howl (1954/5) di Allen Ginsberg è citato come prima difesa LGBTQ+.
- Pierre Huyghe crea installazioni di fantascienza oscura.
- Alexandra Daisy Ginsberg lavora con giardini per impollinatori.
- Hito Steyerl progetta labirinti tecnologici.
- Angela Vettese è direttrice del master in arti visive e moda allo IUAV.
Entità
Artisti
- Edith Piaf
- Lisa Yuskavage
- John Currin
- Precious Okoyomon
- Andra Ursuta
- Simone Leigh
- Rudolf Schwarzkogler
- Valie Export
- Vito Acconci
- Carolee Schneemann
- Ana Mendieta
- Marina Abramović
- Stelarc
- Marcel·lí Antúnez Roca
- Tino Sehgal
- Alexandra Pirici
- Cally Spooner
- Christodoulos Panayiotou
- Bebe Vio
- Silvia Calderoni
- Allen Ginsberg
- Pierre Huyghe
- Alexandra Daisy Ginsberg
- Hito Steyerl
- Angela Vettese
Istituzioni
- Artribune
- IUAV (Università Iuav di Venezia)
- Venice Biennale
Luoghi
- Venice
- Italy