I Padiglioni dell'Europa Orientale Brillano alla Biennale di Venezia 2026
La 61ª Biennale di Venezia, curata da Koyo Kouoh, mette in risalto notevoli padiglioni nazionali dell'Europa orientale, tra cui quelli di Austria, Serbia, Grecia, Polonia, Spagna, Germania e Belgio. La Serbia presenta 'Dal Golgotha alla Resurrezione' di Predrag Djaković, che riflette sugli eventi del XX secolo. La Polonia mostra il lavoro di Anca Benera e Arnold Estefán, incentrato sul Mar Nero. 'Escape Room' di Andreas Angelidakis per la Grecia fonde estetica queer con elementi architettonici e digitali, commentando il nazionalismo. L'Austria espone 'Seaworld Venice', che affronta il riutilizzo delle acque reflue, mentre la Spagna contribuisce con 'Los Restos' di Oriol Villanova. Il Belgio mette in risalto artigianato e musica. Il padiglione russo, sebbene tecnicamente aperto, presenta 'Tree Rooted in the Sky', una narrazione poetica su un albero mitico.
Fatti principali
- 61ª Biennale di Venezia curata da Koyo Kouoh
- I padiglioni dell'Europa orientale ai Giardini sono i più interessanti
- Serbia: Predrag Djaković, 'Dal Golgotha alla Resurrezione'
- Polonia: Anca Benera e Arnold Estefán, sinfonia sul Mar Nero
- Grecia: Andreas Angelidakis, 'Escape Room', estetica queer
- Il padiglione greco inaugurato nel 1934, anno della persecuzione nazista e dell'incontro Hitler-Mussolini
- Austria: 'Seaworld Venice' sulle acque reflue e il riutilizzo
- Spagna: Oriol Villanova, 'Los Restos', minimalista
- Belgio: performance e artigianato
- Russia: 'Tree Rooted in the Sky', messaggio poetico
Entità
Artisti
- Koyo Kouoh
- Predrag Djaković
- Anca Benera
- Arnold Estefán
- Andreas Angelidakis
- Oriol Villanova
- Fabio Mauri
Istituzioni
- Venice Biennale
- Giardini
- Arsenale
Luoghi
- Venice
- Italy
- Serbia
- Poland
- Greece
- Austria
- Spain
- Belgium
- Russia
- Black Sea
Fonti
- Artslife —