Dork Zabunyan critica il discorso critico che vela le fotografie di Antoine d'Agata
In un articolo d'opinione per artpress, Dork Zabunyan esamina come la scrittura critica sulle mostre di Antoine d'Agata Anticorps al Le BAL (24 gennaio – 14 aprile 2013) e Nòia alla Galerie Les Filles du Calvaire (15 marzo – 27 aprile 2013) oscuri piuttosto che illuminare le sue fotografie. Zabunyan identifica tre regimi discorsivi: gli scritti e le interviste del fotografo, le dichiarazioni di curatori e figure istituzionali, e gli articoli di stampa. Sostiene che un certo tipo di scrittura copre letteralmente le immagini, rendendole meno importanti di ciò che viene detto su di esse. In particolare, critica la celebrazione della marginalità che feticizza i margini, contraddicendo l'avvertimento di Michel Foucault contro tale mitologizzazione. Zabunyan nota che la ricezione critica spesso privilegia l'esperienza biografica dell'artista rispetto ai corpi raffigurati, rafforzando una figura romantica dell'artista sovrano. Questa tendenza, suggerisce, contraddice il desiderio di invisibilità dello stesso d'Agata e la sua condanna di tale posa. L'articolo risponde a una precedente intervista tra d'Agata e Léa Bismuth pubblicata su artpress numero 397, e si basa sull'analisi di Christophe Kihm delle 'performance di erudizione' nella critica d'arte di artpress numero 396 (gennaio 2013).
Fatti principali
- La mostra Anticorps di Antoine d'Agata si è tenuta al Le BAL dal 24 gennaio al 14 aprile 2013.
- La sua mostra Nòia si è tenuta alla Galerie Les Filles du Calvaire dal 15 marzo al 27 aprile 2013.
- L'articolo d'opinione di Dork Zabunyan è stato pubblicato su artpress il 22 aprile 2013.
- L'articolo risponde a un'intervista tra d'Agata e Léa Bismuth su artpress numero 397.
- Zabunyan fa riferimento all'articolo di Christophe Kihm su artpress numero 396 (gennaio 2013) sulle 'performance di erudizione'.
- Zabunyan identifica tre regimi discorsivi: gli scritti del fotografo, le dichiarazioni curatoriali e gli articoli di stampa.
- Critica la feticizzazione della marginalità, citando l'affermazione di Michel Foucault secondo cui 'il margine è un mito'.
- Zabunyan sostiene che il discorso critico spesso idealizza l'artista come figura sovrana, oscurando i soggetti fotografati.
Entità
Artisti
- Antoine d'Agata
- Dork Zabunyan
- Léa Bismuth
- Christophe Kihm
- Michel Foucault
Istituzioni
- Le BAL
- Galerie Les Filles du Calvaire
- artpress
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —