La retrospettiva di Doris Salcedo alla Fondation Beyeler esplora la violenza politica e la memoria
Una retrospettiva delle opere di Doris Salcedo alla Fondation Beyeler di Basilea è aperta fino al 17 settembre, presentando oltre cento opere che affrontano la violenza politica e le vittime non riconosciute. La mostra include Palimpsest (2013–17), un'installazione di 66 lastre di pietra che elencano i nomi di migranti annegati nel Mediterraneo e nell'Atlantico nell'arco di due decenni, utilizzando un sistema idraulico per far apparire e scomparire effimeramente i nomi. Altre opere in esposizione includono Untitled (1989–2014) con camicie congelate nel gesso, Untitled (1989–2016) con mobili fusi nel cemento, Disremembered X (2020–21) con bluse di seta trafitte da aghi, e A Flor de Piel II (2013–14) realizzata con petali di rosa cuciti. L'arte di Salcedo, come la sua installazione Shibboleth del 2007 alla Tate Modern, si concentra sul rendere visibili le vittime e restituire dignità attraverso temi di lamento silenzioso e cancellazione. La retrospettiva evidenzia la sua ricerca nel registrare nomi precedentemente non documentati, coinvolgendo i parenti delle vittime per creare presenza in spazi vuoti.
Fatti principali
- La retrospettiva di Doris Salcedo alla Fondation Beyeler include oltre cento opere
- La mostra è aperta fino al 17 settembre a Basilea
- Palimpsest (2013–17) elenca i nomi di migranti annegati nel Mediterraneo e nell'Atlantico nell'arco di 20 anni
- I nomi in Palimpsest appaiono e scompaiono tramite un sistema idraulico su lastre di pietra
- Altre opere includono la serie Untitled con gesso, cemento e seta trafitta da aghi
- L'arte di Salcedo affronta la violenza politica e le vittime non riconosciute
- La sua installazione del 2007 Shibboleth era alla Tate Modern
- La retrospettiva si concentra sul rendere visibili le vittime e restituire dignità
Entità
Artisti
- Doris Salcedo
Istituzioni
- Fondation Beyeler
- Tate Modern
Luoghi
- Basel
- Switzerland