Il saggio poetico di Dominique Païni sull'ombra nel cinema
Il saggio di Dominique Païni 'L'attrait de l'ombre' (pubblicato da Éditions Yellow Now) esplora il concetto di ombra nel cinema con libertà poetica, tracciando paralleli letterari e cinematografici. Païni sviluppa un'idea mallarmeana dell'ombra come 'brivido grigio' dai 'contorni smussati, un fenomeno sfocato, polveroso, mobile'. Come una nuvola, l'ombra è indefinita ed effimera; solo l'immagine cinematografica può sostenerla. Païni approfondisce il fenomeno dell'ombra come proiezione e immagine, un 'negativo dell'essere rivelato dalla luce', riferendosi a 'Vampyr' di Dreyer. Analizza le ombre nelle opere di Dreyer, Lang, Wells e Renoir, ma sorprende con la sua lettura di 'JLG/JLG Autoritratto a dicembre' di Godard, dove l'ombra si espande fino all'autoritratto come 'proiezione di sé' e 'ricerca di ombre dentro di sé'. Païni propone uno 'stadio dell'ombra' analogo allo stadio dello specchio di Lacan, dove il riflesso cede il passo all'opacità e Narciso diventa un altro senza volto, una marionetta d'ombra. La recensione è di Léa Bismuth.
Fatti principali
- Dominique Païni ha scritto 'L'attrait de l'ombre'
- Pubblicato da Éditions Yellow Now
- Il saggio esplora l'ombra nel cinema con approccio poetico
- Usa il concetto mallarmeano di ombra come 'brivido grigio'
- Riferimenti a Dreyer, Lang, Wells, Renoir, Godard
- Analizza 'JLG/JLG Autoritratto a dicembre' di Godard
- Propone uno 'stadio dell'ombra' analogo allo stadio dello specchio di Lacan
- Recensione di Léa Bismuth
Entità
Artisti
- Dominique Païni
- Carl Theodor Dreyer
- Fritz Lang
- H.G. Wells
- Jean Renoir
- Jean-Luc Godard
- Stéphane Mallarmé
- Jacques Lacan
- Léa Bismuth
Istituzioni
- Éditions Yellow Now
Fonti
- artpress —