Dominique Païni in 'Le Cinéma, un art plastique' esplora il cinema come arte visiva
La pubblicazione di Dominique Païni 'Le Cinéma, un art plastique', edita da Yellow Now, inquadra il cinema come arte plastica, riecheggiando il termine di Henri Langlois per il cinema muto. Il libro raccoglie gli scritti di Païni dagli anni '90 al 2014, esaminando la forza visiva del cinema attraverso temi e motivi diversi. In qualità di spettatore, Païni riflette sulle condizioni di visione e sugli eventi ottici, approfondendo dettagli come la metamorfosi da Ovidio a Jacques Tourneur o gli effetti tappeto di Abbas Kiarostami. Collega il cinema alle arti visive, notando l'approccio pittorico di Michelangelo Antonioni e le tecniche di trasparenza di Alfred Hitchcock. I piani sequenza di Wang Bing sono evidenziati per la loro esperienza plastica. Le pratiche curatoriali e di programmazione di Païni informano i suoi testi, trattandoli come allestimenti espositivi o riflessioni su mostre passate. La sua prospettiva di spettatore mobile cerca di rinnovare i punti di vista cinematografici esplorando esperimenti plastici che trasformano ed espandono il medium. L'opera è stata recensita nel numero 408 di artpress nel febbraio 2014.
Fatti principali
- Dominique Païni è l'autore di 'Le Cinéma, un art plastique'
- Il libro è pubblicato da Yellow Now
- Raccoglie scritti dagli anni '90 al 2014
- Païni utilizza il termine di Henri Langlois 'art essentiellement plastique'
- Il testo esplora la forza plastica del cinema attraverso eventi ottici e motivi
- Fa riferimento ad artisti come Jacques Tourneur, Abbas Kiarostami, Michelangelo Antonioni, Alfred Hitchcock e Wang Bing
- L'approccio di Païni è influenzato dal suo lavoro curatoriale e di programmazione
- Una recensione è apparsa su artpress n°408 nel febbraio 2014
Entità
Artisti
- Dominique Païni
- Henri Langlois
- Jacques Tourneur
- Abbas Kiarostami
- Michelangelo Antonioni
- Alfred Hitchcock
- Wang Bing
- Ovid
Istituzioni
- Yellow Now
- artpress
Fonti
- artpress —