La Land Art è sempre benefica per l'ambiente?
Un saggio critico di Marcello Faletra mette in discussione l'impatto ambientale della land art, citando la Valley Curtain di Christo e Jeanne-Claude del 1972 in Colorado, durata solo 28 ore prima che il vento ne forzasse la rimozione e che uccelli si schiantassero contro di essa. Il Cretto di Gibellina di Alberto Burri (1984-89) in Sicilia, un enorme calco in cemento sulle rovine del terremoto, viene criticato per l'uso del cemento, un inquinante, e per non commemorare le quasi 400 vittime del terremoto del Belice del 1968. Faletra sostiene che tali opere privilegiano il narcisismo dell'artista a scapito dell'integrità ecologica e commemorativa, e che la natura e la memoria dovrebbero essere soggetti, non sfondi inerti. Il saggio appare su Artribune Magazine #62.
Fatti principali
- La Valley Curtain di Christo e Jeanne-Claude in Colorado (1972) durò solo 28 ore prima che il vento ne forzasse la rimozione.
- Un sistema radar installato per deviare gli uccelli fallì, causando la loro morte contro la tenda.
- Il Cretto di Gibellina di Alberto Burri (1984-89) è un calco in cemento sulle rovine del terremoto in Sicilia.
- Burri dichiarò in un'intervista del 1995 di voler compattare le macerie e creare un 'creto bianco' come memoria permanente.
- Faletra critica l'uso del cemento come dannoso per l'ambiente e nota che non è stato riservato spazio per commemorare le vittime del terremoto.
- Il saggio sostiene che la land art spesso costituisce un abuso ecologico giustificato dal narcisismo e da cause civili.
- Faletra si chiede se gli artisti che usano materiali sintetici e cemento possano davvero fare 'arte ambientale'.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #62.
Entità
Artisti
- Christo
- Jeanne-Claude
- Alberto Burri
- Marcello Faletra
- Stefano Zorzi
Istituzioni
- Artribune Magazine
Luoghi
- Colorado
- Gibellina
- Sicily
- Berlino
- Tirreno