Esiste davvero la storia dell'arte contemporanea?
Marcello Faletra mette in discussione l'esistenza stessa della storia dell'arte contemporanea come disciplina coerente. Sostiene che il campo sia stato destabilizzato dagli studi visuali, che hanno relativizzato la storia dell'arte a partire da 'La fine della storia dell'arte' di Hans Belting del 1983. Belting dichiarò la fine della storia dell'arte come paradigma hegeliano subordinato al processo storico. La storia dell'arte contemporanea si dissolve in una proliferazione di immagini prive di temporalità comune. Faletra nota che le varie storie dell'arte contemporanea non concordano sulle date, ciascuna ha la propria. Si chiede se la storia dell'arte contemporanea sia mai esistita o sia mascherata in quello che Didi-Huberman chiama 'anacronismo'. Attingendo a Marx, Faletra osserva che la storia universale non è mai esistita se non nelle rappresentazioni, e non c'è necessaria coincidenza tra processo sociale e fenomeni artistici. Suggerisce una 'storia probabile' dell'arte contemporanea, oscillante tra locale e globale, tra partigiani dell'arte formale e flâneurs che incrociano antropologia, semiologia, filosofia. La disciplina è lacerata tra disciplina storica e indisciplina involontaria del pensiero queer – la prima tendente alla retorica identitaria, la seconda al montaggio rizomatico di frammenti. Le opere contemporanee scompaiono poco dopo la loro apparizione, diventando feticci privati piuttosto che simboli collettivi, suggerendo un'obsolescenza programmata. Faletra propone di sostituire il 'Questa non è una pipa' di Magritte con 'Questa non è una storia dell'arte contemporanea'.
Fatti principali
- Marcello Faletra è l'autore dell'articolo pubblicato su Artribune Magazine #36
- Il saggio 'La fine della storia dell'arte' di Hans Belting del 1983 è citato come punto di svolta
- Viene fatto riferimento al concetto di 'anacronismo' di Didi-Huberman
- Marx osservò che la storia universale non è mai esistita se non nelle rappresentazioni
- La storia dell'arte contemporanea oscilla tra locale e globale
- La disciplina è lacerata tra disciplina storica e pensiero queer
- Le opere contemporanee diventano feticci privati piuttosto che simboli collettivi
- Faletra propone di sostituire il 'Questa non è una pipa' di Magritte con 'Questa non è una storia dell'arte contemporanea'
Entità
Artisti
- Marcello Faletra
- Hans Belting
- Didi-Huberman
- Karl Marx
- René Magritte
Istituzioni
- Artribune