Documentario traccia il mito della femme fatale dalla storia dell'arte alla riappropriazione femminista
Un documentario esplora il mito duraturo della femme fatale, una fantasia nata dall'immaginazione maschile che ha pervaso la pittura figurativa per secoli. Il film ne ripercorre le apparizioni da Gustave Moreau e Franz von Stuck ai Preraffaelliti, spesso raffigurata nuda con capelli sensuali, incarnata da Salomè, ninfe e sirene. Tuttavia, il documentario prende una svolta rinfrescante con l'ascesa dei movimenti femministi, dalle suffragette a #MeToo. Artiste come Ulrike Rosenbach, Evelyne Axell e Regina Götz reclamano i propri corpi e immagini, trasformando il cliché con umorismo e provocazione.
Fatti principali
- Il documentario esamina la femme fatale come fantasia costruita dall'uomo nella pittura figurativa.
- Gli artisti inclusi sono Gustave Moreau, Franz von Stuck e i Preraffaelliti.
- Le raffigurazioni comuni includono Salomè, ninfe e sirene, spesso nude con capelli sensuali.
- Il film sposta l'attenzione sulla riappropriazione femminista dall'era delle suffragette a #MeToo.
- Vengono evidenziate le artiste Ulrike Rosenbach, Evelyne Axell e Regina Götz.
- Queste artiste usano umorismo e provocazione per reclamare il corpo e l'immagine femminile.
- L'articolo è stato pubblicato su L'ŒIL n°795 il 1° maggio 2026.
- Il documentario è accessibile solo agli abbonati.
Entità
Artisti
- Gustave Moreau
- Franz von Stuck
- Ulrike Rosenbach
- Evelyne Axell
- Regina Götz
Istituzioni
- L'ŒIL