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La riproduzione digitale crea nuovi originali, non copie

opinion-review · 2026-04-24

Un saggio di un autore anonimo sostiene che la riproduzione digitale contemporanea differisce fondamentalmente dalla riproduzione meccanica. A differenza dell'era meccanica di Walter Benjamin, in cui le copie mancano di aura, la riproduzione digitale produce nuovi originali con un unico hic et nunc. Internet assegna a ogni dato un URL, dandogli una posizione specifica. Le immagini digitali sono performance di file di dati invisibili, simili a interpretazioni musicali. Questa performatività significa che ogni visualizzazione è unica. L'autore afferma che la riproduzione digitale ritorna alla natura e al soprannaturale, poiché gli utenti evocano i dati come spiriti. Questo processo rende anche gli utenti visibili a spettatori nascosti (governi, aziende), creando una nuova soggettività. WikiLeaks esemplifica l'accesso universale attraverso mezzi tecnici, non ideologici, ma questo accesso richiede cospirazione e password, trasformando la trasparenza in opacità.

Fatti principali

  • La riproduzione digitale produce nuovi originali, non copie.
  • Internet assegna a ogni dato un URL, fornendo una posizione specifica.
  • Le immagini digitali sono performance di file di dati invisibili.
  • Ogni visualizzazione di un file digitale è unica.
  • La riproduzione digitale ritorna alla natura e al soprannaturale.
  • Gli utenti diventano visibili a spettatori nascosti come governi e aziende.
  • WikiLeaks fornisce accesso universale attraverso mezzi tecnici.
  • L'accesso universale richiede cospirazione e password.

Entità

Artisti

  • Walter Benjamin
  • Julian Assange
  • Hans Ulrich Obrist

Istituzioni

  • WikiLeaks
  • Google
  • Facebook
  • artpress

Fonti