La riproduzione digitale crea nuovi originali, non copie
Un saggio di un autore anonimo sostiene che la riproduzione digitale contemporanea differisce fondamentalmente dalla riproduzione meccanica. A differenza dell'era meccanica di Walter Benjamin, in cui le copie mancano di aura, la riproduzione digitale produce nuovi originali con un unico hic et nunc. Internet assegna a ogni dato un URL, dandogli una posizione specifica. Le immagini digitali sono performance di file di dati invisibili, simili a interpretazioni musicali. Questa performatività significa che ogni visualizzazione è unica. L'autore afferma che la riproduzione digitale ritorna alla natura e al soprannaturale, poiché gli utenti evocano i dati come spiriti. Questo processo rende anche gli utenti visibili a spettatori nascosti (governi, aziende), creando una nuova soggettività. WikiLeaks esemplifica l'accesso universale attraverso mezzi tecnici, non ideologici, ma questo accesso richiede cospirazione e password, trasformando la trasparenza in opacità.
Fatti principali
- La riproduzione digitale produce nuovi originali, non copie.
- Internet assegna a ogni dato un URL, fornendo una posizione specifica.
- Le immagini digitali sono performance di file di dati invisibili.
- Ogni visualizzazione di un file digitale è unica.
- La riproduzione digitale ritorna alla natura e al soprannaturale.
- Gli utenti diventano visibili a spettatori nascosti come governi e aziende.
- WikiLeaks fornisce accesso universale attraverso mezzi tecnici.
- L'accesso universale richiede cospirazione e password.
Entità
Artisti
- Walter Benjamin
- Julian Assange
- Hans Ulrich Obrist
Istituzioni
- WikiLeaks
- artpress
Fonti
- artpress —