L'arte digitale come sperimentazione ontologica, non un genere
In un saggio filosofico pubblicato su Art Press, Yves Citton sostiene che l'arte digitale non dovrebbe essere intesa come un genere artistico distinto, ma come un orizzonte ontologico che ridefinisce cosa significhi esistere. Egli afferma che l'assenza di capolavori canonici nell'arte digitale non è un fallimento, ma un fraintendimento: la domanda corretta non è se l'arte digitale sia buona quanto altre arti, ma se sia arte nello stesso senso. Citton si basa sulla distinzione heideggeriana tra ontico e ontologico e sulla filosofia trascendentale di Kant per sostenere che il digitale non è una regione particolare della realtà, ma un modo di essere che può applicarsi a qualsiasi cosa. Cita esempi come Field-works@Alsace (2002) di Masaki Fujihata, che utilizza GPS e fotocamere digitali per interrogare cosa diventi un luogo quando tradotto in un'esistenza digitale, e Rosemary's Place (2007) di DN, che esplora il passaggio ontologico senza necessariamente esistere in formato digitale. Citton allinea l'arte digitale a un nuovo spirito sperimentale, simile al movimento maker, che opera attraverso ipotesi e bricolage piuttosto che manifesti. Fa riferimento ai modi di esistenza di Bruno Latour, al concetto di riscrittura del mondo di Warren Sack e al lavoro di Anne-Marie Duguet sulle immagini elettroniche. Il saggio conclude che l'arte digitale non ha 'avuto luogo' perché la stessa nozione di 'avere luogo' è destabilizzata; invece, è una pratica in corso che plasmerà sempre più il nostro modo di pensare.
Fatti principali
- Yves Citton ha scritto il saggio 'L'art numérique n'a pas eu lieu' pubblicato su Art Press nel 2013.
- Citton sostiene che l'arte digitale non è un genere ma un orizzonte ontologico.
- Utilizza la distinzione heideggeriana tra ontico e ontologico e la filosofia trascendentale di Kant.
- Field-works@Alsace (2002) di Masaki Fujihata è citato come esempio di arte digitale che interroga il luogo.
- Rosemary's Place (2007) di DN è menzionato come esplorazione del passaggio ontologico senza formato digitale.
- Citton fa riferimento a 'An Inquiry into Modes of Existence' (2012) di Bruno Latour.
- Viene citato l'imminente libro 'The Software Arts' di Warren Sack.
- Si fa riferimento a 'Déjouer l’image' (2002) di Anne-Marie Duguet per la genealogia dell'arte elettronica.
- Il movimento maker e la rivista Make sono associati allo spirito sperimentale dell'arte digitale.
- Citton afferma che l'arte digitale opera attraverso ipotesi e bricolage, non manifesti.
Entità
Artisti
- Yves Citton
- Masaki Fujihata
- DN (Lætitia Delafontaine et Grégory Niel)
- Bruno Latour
- Warren Sack
- Anne-Marie Duguet
- Gilles Deleuze
- Immanuel Kant
- Martin Heidegger
- Roland Barthes
- Jacques Lacan
- G.W.F. Hegel
Istituzioni
- Art Press
- MIT Press
- Make magazine
- Google Maps
Luoghi
- Alsace
- France
- Germany
Fonti
- artpress —