Scultura in vetro di Diego Perrone al Museo Nazionale Romano
Diego Perrone (nato nel 1970 ad Asti) presenta 'La notte all’indietro pesa' a Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano, fino al 7 gennaio 2020. L'opera è stata realizzata nell'ambito del programma Italian Council. Il bassorilievo in vetro di Perrone si confronta con un affresco staccato del IV secolo d.C. raffigurante Venere, successivamente rielaborato nel XVII secolo come Dea Roma, scoperto nel 1655 e trasferito nel giardino segreto di Francesco Barberini. La scultura utilizza la tecnica della 'pasta di vetro' (fusione del vetro a cera persa) con un nucleo blu scuro, apparendo dall'alto come un profilo umano ma rivelando due mani che reggono quadranti di orologi, che ricordano lenti di telescopi o lo sguardo di un gufo – simbolo di saggezza nell'antichità. Il trattamento superficiale evoca la lucidatura del marmo barocco, in particolare l'opera del Bernini. Il blu richiama il lapislazzuli degli intarsi marmorei di Palazzo Massimo, come notato dalla direttrice del museo Daniela Porro. Perrone fa riferimento ad artisti come Wildt, Bernini, Dalí e Redon, utilizzando la storia dell'arte come repertorio di immagini e tecniche per elevare il vetro colorato da arte decorativa a scultura a tutti gli effetti. La mostra è recensita da Ludovico Pratesi.
Fatti principali
- Diego Perrone è nato nel 1970 ad Asti.
- La scultura si intitola 'La notte all’indietro pesa'.
- L'opera è presentata a Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano.
- La mostra è aperta fino al 7 gennaio 2020.
- La scultura è stata realizzata nell'ambito del programma Italian Council.
- Si confronta con un affresco del IV secolo d.C. di Venere, rielaborato come Dea Roma nel XVII secolo.
- L'affresco fu scoperto nel 1655 e trasferito nel giardino segreto di Francesco Barberini.
- La tecnica utilizzata è la 'pasta di vetro' (fusione del vetro a cera persa).
- La scultura ha un nucleo blu scuro e appare dall'alto come un profilo umano.
- Rivela due mani che reggono quadranti di orologi, che ricordano lenti di telescopi o lo sguardo di un gufo.
- Il trattamento superficiale evoca la lucidatura del marmo barocco, specialmente l'opera del Bernini.
- Il blu richiama il lapislazzuli degli intarsi marmorei di Palazzo Massimo.
- Daniela Porro è la direttrice del museo.
- Perrone fa riferimento agli artisti Wildt, Bernini, Dalí e Redon.
- La recensione è di Ludovico Pratesi.
Entità
Artisti
- Diego Perrone
- Bernini
- Wildt
- Salvador Dalí
- Odilon Redon
- Francesco Barberini
Istituzioni
- Museo Nazionale Romano
- Palazzo Massimo
- Italian Council
Luoghi
- Asti
- Rome
- Italy