Diego Marcon su cinema, animatronica e talpe inquietanti
L'artista italiano Diego Marcon discute la sua pratica cinematografica, che attinge alla storia del cinema, all'animatronica e alla CGI per creare loop inquietanti. Le sue opere, come 'Ludwig' (2018) e 'The Parents' Room' (2021), utilizzano protagonisti bambini e tropi musicali per esplorare la malinconia e il perturbante. L'ultimo film di Marcon, 'Dolle' (2023), presenta talpe animatroniche che eseguono calcoli in un loop di 30 minuti. Egli sottolinea la materialità di tecniche come la pellicola sviluppata a mano e le maschere protesiche, che introducono una 'terza forza' incontrollabile nel suo lavoro. Marcon cita influenze che vanno da Glenn Gould alla musica gabber. La sua mostra personale 'Glassa' apre al Centro Pecci di Prato dal 30 settembre al 4 febbraio, e 'Have You Checked the Children' alla Kunsthalle Basel dal 27 ottobre al 24 gennaio.
Fatti principali
- Diego Marcon è un artista italiano.
- Il suo film 'Ludwig' (2018) è un musical CGI su un ragazzo intrappolato nella stiva di una nave.
- 'The Parents' Room' (2021) è stato presentato alla Biennale di Venezia 2022 in 'The Milk of Dreams' di Cecilia Alemani.
- 'Dolle' (2023) utilizza talpe animatroniche e si ripete per 30 minuti.
- Marcon ha allestito un proprio laboratorio di animatronica in Toscana per 'Dolle'.
- Ha collaborato con il compositore Federico Chiari per le colonne sonore dei film.
- La sua mostra personale 'Glassa' è al Centro Pecci di Prato dal 30 settembre al 4 febbraio.
- La sua personale 'Have You Checked the Children' è alla Kunsthalle Basel dal 27 ottobre al 24 gennaio.
Entità
Artisti
- Diego Marcon
- Cecilia Alemani
- Federico Chiari
- Glenn Gould
- Don Bluth
Istituzioni
- Centro Pecci
- Kunsthalle Basel
- Venice Biennale
- The Museum of Industry and Labour in Brescia
- ArtReview
- Disney
- Blockbuster
Luoghi
- Lake Vassivière
- France
- Italy
- Tuscany
- Prato
- Basel
- Venice
- Los Angeles
- Brescia