Il progetto Decolonizing Architecture propone il riutilizzo degli insediamenti israeliani e delle basi militari in Palestina
Il progetto Decolonizing Architecture, guidato da Sandi Hilal, Alessandro Petti ed Eyal Weizman, indaga la trasformazione degli insediamenti israeliani abbandonati e delle installazioni militari in Palestina. Presentato nel numero 20 di gennaio 2009 di Afterall, questa iniziativa considera l'architettura un bene strategico nella lotta palestinese, enfatizzando 'frammenti di possibilità' flessibili. Il progetto esamina due località: l'insediamento di P'sagot vicino a Gerusalemme e l'ex base militare di Oush Grab vicino a Beit Sahour, Betlemme. La proposta per P'sagot suggerisce uno 'sradicamento' per sviluppare aree pubbliche, mentre l'iniziativa di Oush Grab sostiene un 'ritorno alla natura'. Questo lavoro è emerso da una residenza a Beit Sahour e da partnership con varie organizzazioni, presentato alla Biennale di Venezia del 2008 e in altre sedi, evidenziando la decolonizzazione come un impegno continuo.
Fatti principali
- Il progetto Decolonizing Architecture è diretto da Sandi Hilal, Alessandro Petti ed Eyal Weizman.
- Il progetto è stato pubblicato su Afterall numero 20 nel gennaio 2009.
- Propone il riutilizzo degli insediamenti israeliani evacuati e delle basi militari in Palestina per nuove funzioni collettive.
- I due siti prototipo sono l'insediamento di P'sagot e la base militare di Oush Grab.
- Per P'sagot, la strategia dello 'sradicamento' trasforma le infrastrutture di superficie per creare spazi pubblici.
- Per Oush Grab, il piano prevede la perforazione degli edifici per gli uccelli e la modifica delle fortificazioni.
- Il progetto è stato esposto alla Biennale di Architettura di Venezia 2008, alla Gemak Gallery e al Bozar.
- Le collaborazioni hanno incluso l'Università di Bir Zeit, l'Accademia Internazionale d'Arte in Palestina e il centro Sakakini.
Entità
Artisti
- Sandi Hilal
- Alessandro Petti
- Eyal Weizman
- Frantz Fanon
- Derek Walcott
- Ann Stoler
- Eloisa Haudenschild
- Steve Fagin
- Barbara Modolo
- Pietro Onofri
- Armina Pilav
- Rana Shakaa
- Manuel Singer
- Alessandro Zorzetto
- Mario Abruzzese
- Jiries Boullata
- Sara Pellegrini
- Francesca Vargiu
- Armin Linke
- Francesco Mattuzzi
- Renato Rinaldi
- Roberto Sartor
- Allegra Martin
- Fabio Franz
- Ursula Biemann
- Bianca Elzenbaumer
- Vincenzo Castella
- Anne Gough
- Zakiya Hanafi
- Jake Himmel
- Jesse Long
- Salvatore Porcaro
- Francesca Recchia
- Lorenzo Romito
- Rianne Van Doeveren
- Nasser Abourahme
- Senan Abdel Kader
- Giorgio Agamben
- Yazid Anani
- Stefano Boeri
- Teddy Cruz
- Lieven De Cauter
- Jad Isaac
- Reem Fadda
- Thomas Keenan
- Laura Kurgan
- Omar Jabary Salamanca
- Andrew Ross
- Salim Tamari
- Omar Yusuf
- Mustafa Barghouthi
Istituzioni
- Afterall
- Venice Biennale of Architecture
- Gemak Gallery
- Bozar
- Spare Parts
- haudenschildGarage
- Salottobuono
- Situ Studio
- Palestine Wildlife Society
- International Art Academy Palestine
- Goldsmiths Centre for Research Architecture
- Bir Zeit University
- Sakakini
- Al Quds municipality
- Likud party
- Palestinian Authority
- Popular Front
- Oslo Accords
- Islamic university of Al Quds
- Al-Muqata
Luoghi
- London
- Bethlehem
- Venice
- Den Haag
- Brussels
- New York
- Palestine
- Israel
- West Bank
- Gaza Strip
- Jerusalem
- Ramallah
- Beit Sahour
- Jabel Tawil
- P'sagot
- Oush Grab
- Sinai Peninsula
- Yamit
- Gaza
- Al Quds
- Kuwait
- Saudi Arabia
- Iraq
- Australia
- United States
- Europe
- Africa
- Arab revolt
- 1948 Palestine
- 1967 occupied areas
Fonti
- Afterall —