La nuova serie di David Bomati esplora la memoria effimera e i processi cognitivi
L'ultima serie di David Bomati, "Cuando despertó ya no estaba allí" (Quando si svegliò, non era più lì), trae il titolo dal famoso microracconto di Augusto Monterroso, concentrandosi sui residui effimeri ed emotivi di momenti fugaci. La serie evolve dal suo lavoro precedente "Lo que duermes mientras sueñas", continuando la sua esplorazione di sinapsi, memoria e processi cognitivi come territori visivi. Bomati impiega acrilico, vernice spray, inchiostro, grafite, aerografo, cere e acetato di polivinile in gesti delicati e irreversibili che ricordano il sumi-e giapponese. I dipinti presentano superfici stratificate, quasi trasparenti, con piccoli segni, linee e macchie che formano cartografie mentali. La sua ricorrente ossessione per le mappe riappare, come si vede in serie precedenti come "Topografías de Resiliencia", invitando gli spettatori a navigare rotte invisibili. Bomati ha studiato presso la Facoltà di Belle Arti dell'Università Complutense di Madrid e al Wimbledon College of Arts di Londra. La sua pratica spazia tra pittura, installazione, video e arte relazionale sotto lo pseudonimo Flick, muovendosi tra informalismo, minimalismo, neoespressionismo e post-pop, con l'astrazione come costante. Dalla sua prima mostra a Madrid nel 1999, ha esposto a Cuba, Germania, Bolivia e Portogallo, e ha partecipato a fiere come Estampa e alla Bienal Internacional de Arte de Santa Cruz. Le sue opere sono presenti in collezioni come la Fundación Banco Santander e il Museo de Arte Contemporáneo Infanta Elena.
Fatti principali
- Titolo della serie: 'Cuando despertó ya no estaba allí'
- Ispirata al microracconto di Augusto Monterroso
- Evolve dalla serie precedente 'Lo que duermes mientras sueñas'
- Esplora sinapsi, memoria e processi cognitivi
- Usa acrilico, vernice spray, inchiostro, grafite, aerografo, cere e acetato di polivinile
- Tecnica ispirata ai gesti irreversibili del sumi-e giapponese
- Motivo ricorrente delle mappe presente anche in 'Topografías de Resiliencia'
- Bomati ha studiato all'Università Complutense di Madrid e al Wimbledon College of Arts
- Lavora anche sotto lo pseudonimo Flick in installazione, video e arte relazionale
- Prima mostra a Madrid nel 1999
- Esposto a Cuba, Germania, Bolivia, Portogallo
- Partecipato alla fiera Estampa e alla Bienal Internacional de Arte de Santa Cruz
- Opere nelle collezioni di Fundación Banco Santander e Museo de Arte Contemporáneo Infanta Elena
Entità
Artisti
- David Bomati
- Flick
Istituzioni
- Universidad Complutense de Madrid
- Wimbledon College of Arts
- Fundación Banco Santander
- Museo de Arte Contemporáneo Infanta Elena
- Estampa
- Bienal Internacional de Arte de Santa Cruz
Luoghi
- Madrid
- Spain
- London
- United Kingdom
- Cuba
- Germany
- Bolivia
- Portugal
- Santa Cruz