ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La foresta pluviale AI di Dataland: una recensione dei sogni macchina di Refik Anadol

exhibition · 2026-08-14

L'artista mediatico turco Refik Anadol ha inaugurato Dataland, una nuova piattaforma fisica per l'arte tecnologica, nel complesso alberghiero e commerciale Grand LA a Los Angeles. La mostra inaugurale, 'Machine Dreams: Rainforest', presenta il 'Large Nature Model' (LNM) proprietario di Anadol, un'IA addestrata su dati naturali che genera immagini ispirate alla foresta pluviale. La mostra, sostenuta da Google, LG, NVIDIA, Epson e L'Oréal, si estende su cinque gallerie e include installazioni interattive che utilizzano dati biometrici dei visitatori per personalizzare l'esperienza. Tuttavia, la critica Claudia Ross, scrivendo per ArtReview, ha trovato le opere poco brillanti e la sorveglianza biometrica invasiva. La mostra presenta un 'Data Pavilion – Latent Forest' con sensori LiDAR che tracciano il movimento, e una 'Latent Gallery' con touchscreen per manipolare icone floreali. Un 'Sanctuary' mostra i biodati dei visitatori come grafici caotici, e un video a 360 gradi racconta una narrazione onirica che coinvolge un colibrì di vetro e il gruppo indigeno Yawanawá. Ross critica la retorica ambientale della mostra come poco convincente, dato il consumo di energia e acqua dell'IA, e nota un'eruzione cutanea sul viso indotta da L'Oréal come unico effetto veramente personalizzato. La mostra rimane aperta fino al 31 gennaio.

Fatti principali

  • Dataland è la nuova piattaforma di Refik Anadol per l'arte tecnologica, situata nel complesso Grand LA a Los Angeles.
  • La mostra inaugurale è 'Machine Dreams: Rainforest', che presenta l'IA 'Large Nature Model' di Anadol.
  • La mostra è sostenuta da Google, LG, NVIDIA, Epson e L'Oréal.
  • La mostra comprende cinque gallerie con installazioni interattive che utilizzano dati biometrici.
  • La critica Claudia Ross ha recensito la mostra per ArtReview, criticando la sua interattività poco brillante e la sorveglianza biometrica invasiva.
  • La mostra presenta un video a 360 gradi su un sogno di un colibrì di vetro e il gruppo indigeno Yawanawá.
  • Ross ha notato un'eruzione cutanea sul viso indotta da L'Oréal come unico effetto veramente personalizzato.
  • La mostra rimane aperta fino al 31 gennaio.

Entità

Artisti

  • Refik Anadol
  • Claudia Ross

Istituzioni

  • Dataland
  • Google
  • LG
  • NVIDIA
  • Epson
  • L'Oréal
  • ArtReview
  • Grand LA
  • Yawanawá

Luoghi

  • Los Angeles
  • United States

Fonti