‘Crise de mots’ di Daniel Blanchard esplora la crisi del linguaggio e la poesia
In 'Crise de mots', pubblicato da Éditions du Sandre, Daniel Blanchard racconta la sua esperienza di un profondo collasso interiore – una 'crisi delle parole' – iniziata negli anni Sessanta nonostante il suo coinvolgimento nel gruppo rivoluzionario Socialisme ou Barbarie e una piattaforma comune con Guy Debord e l'Internazionale Situazionista. Questa crisi, una sensazione di pietrificazione del linguaggio e della sua irreparabile distanza dall'esperienza vissuta e dalle emozioni, si è ripresentata per tutta la sua vita e lo ha portato alla poesia. Blanchard, ora 79enne, ha pubblicato dieci raccolte dal 1970 e lavora come tipografo e traduttore. Si ispira a Leopardi, Baudelaire, Mandel'štam e Pavese nella sua ricerca di una nuova enunciazione critica e veritiera capace di amplificare voci disperse. Per Blanchard, la poesia deve mantenere aperta la crisi, iniziando con un 'dolce naufragio' del sé. Critica la crescente strumentalità del linguaggio e la divisione del soggetto parlante contemporaneo, notando che l'interiorizzazione di un linguaggio impoverito opera oggi attraverso l'ingiunzione a partecipare piuttosto che attraverso la propaganda. Rifiuta il discorso delle fini come componente centrale dell'alienazione contemporanea. Il libro è recensito da Laurent Jeanpierre.
Fatti principali
- 'Crise de mots' di Daniel Blanchard pubblicato da Éditions du Sandre
- Blanchard è stato militante in Socialisme ou Barbarie intorno al 1960
- Ha co-redatto una piattaforma comune con Guy Debord e l'Internazionale Situazionista
- Blanchard ha 79 anni
- Ha pubblicato dieci raccolte di poesia dal 1970
- Lavora come tipografo e traduttore
- Influenzato da Leopardi, Baudelaire, Mandel'štam e Pavese
- Recensito da Laurent Jeanpierre
Entità
Artisti
- Daniel Blanchard
- Guy Debord
- Leopardi
- Baudelaire
- Mandelstam
- Pavese
- Laurent Jeanpierre
Istituzioni
- Éditions du Sandre
- Socialisme ou Barbarie
- Internationale Situationniste
Fonti
- artpress —