La mostra di Damien Hirst a Venezia accusata di copiare opere storiche e contemporanee
Marco Senaldi critica la mostra di Damien Hirst del 2017 "Treasures from the Wreck of the Unbelievable" alla Punta della Dogana e a Palazzo Grassi a Venezia, sostenendo che molte opere sono derivative. Nota che una scultura di una palla d'oro sulla Punta della Dogana è in realtà dello scultore svizzero-italiano del XVII secolo Bernardo Falconi, non di Hirst. Senaldi sottolinea anche che l'opera di Hirst con un topo e un orecchio assomiglia a un lavoro del 2003 dell'artista italiano Leonardo Pivi, e che Hirst era già stato accusato di copiare un dipinto di Michael Luther nel 2009. L'articolo mette in dubbio l'originalità dell'iconografia di Hirst e il valore del progetto da 50 milioni di sterline.
Fatti principali
- La mostra di Damien Hirst 'Treasures from the Wreck of the Unbelievable' si è tenuta nel 2017 alla Punta della Dogana e a Palazzo Grassi a Venezia.
- Una scultura di una palla d'oro sulla Punta della Dogana è di Bernardo Falconi, uno scultore svizzero-italiano del XVII secolo.
- La scultura di Hirst con un topo e un orecchio è simile a un'opera del 2003 di Leonardo Pivi.
- Nel 2009, il pittore Michael Luther accusò Hirst di aver copiato il suo dipinto basato su una foto di copertina del Berliner Zeitung.
- La mostra presentava oltre 200 opere.
- Il progetto sarebbe costato 50 milioni di sterline.
- Marco Senaldi è un filosofo, curatore e teorico dell'arte contemporanea.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #41.
Entità
Artisti
- Damien Hirst
- Bernardo Falconi
- Leonardo Pivi
- Michael Luther
- Jeff Koons
- Max Ernst
- Caravaggio
Istituzioni
- Punta della Dogana
- Palazzo Grassi
- Artribune
- Berliner Zeitung
Luoghi
- Venice
- Italy