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Il silenzio dei curatori durante la pandemia accende il dibattito sul loro ruolo

opinion-review · 2026-04-27

Un articolo di Ivan D'Alberto su Artribune mette in discussione il silenzio dei curatori durante la pandemia di COVID-19, sollecitato da una domanda di un giovane artista su Facebook. L'autore nota che le prime notizie sulla pandemia si concentravano sulla chiusura di musei e sulla cancellazione di eventi, seguite da un 'silenzio assordante' mentre i professionisti della cultura si trovavano nell'incapacità di svolgere i loro ruoli. D'Alberto ricorda la mostra di Daniel Spoerri del 1963 alla Galerie J di Parigi, dove i critici agivano come camerieri, suggerendo che i curatori sono 'buoni camerieri' che facilitano il collegamento dell'arte con il pubblico. Sostiene che per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, all'arte mancano i suoi 'traghettatori'. L'autore afferma che gli artisti lavorano a pieno regime, mentre i curatori devono fare affidamento sulla propria creatività per sopravvivere alla crisi. Traccia paralleli storici con la Peste Nera e il successivo Rinascimento, suggerendo che la pandemia possa agire come una 'pulizia' che porta a una 'speciazione' in cui alcuni periscono e altri rinascono. D'Alberto conclude che i curatori stanno attualmente 'lucidando bicchieri e posate' per preparare nuovi 'banchetti', implicando una futura rinascita.

Fatti principali

  • Un giovane artista su Facebook ha chiesto 'Cosa è successo ai curatori?' durante la pandemia.
  • Le prime notizie sulla pandemia si concentravano sulla chiusura di musei, fondazioni, gallerie e archivi.
  • La mostra di Daniel Spoerri del 1963 alla Galerie J di Parigi vedeva i critici agire come camerieri.
  • L'autore afferma che per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, all'arte mancano i suoi 'traghettatori' (curatori).
  • Gli artisti lavorano a pieno regime durante la pandemia, indipendentemente dai curatori.
  • La Peste Nera portò a uno spostamento verso il Gotico Internazionale e successivamente al Rinascimento.
  • La pandemia è vista come una 'pulizia' che causerà una 'speciazione' nel mondo dell'arte.
  • I curatori devono fare affidamento sul proprio 'genio creativo' per sopravvivere alla crisi.

Entità

Artisti

  • Daniel Spoerri
  • Ivan D'Alberto
  • Giotto

Istituzioni

  • Galerie J
  • Artribune
  • Staatliche Kunstsammlungen Dresden
  • Archiv der Avantgarden

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Italy
  • Dresda
  • Germany

Fonti