Il percorso di una curatrice attraverso la teoria dell'arte femminista alla Tate Modern e alla Site Gallery
In seguito a critiche editoriali per visioni obsolete sulla teoria dell'arte femminista, una curatrice è stata indirizzata verso specifiche mostre e pubblicazioni per aggiornare la propria comprensione. La curatrice ha visitato la mostra di Mona Hatoum alla Tate Modern, sperimentando la sua opera video endoscopica Corps étranger, che esplora paesaggi corporei interiori. Successivamente ha visionato la mostra di Hannah Sawtell alla Site Gallery, presentante un'opera CGI che si trasforma in risposta agli scambi di criptovalute online, alternando immagini di una pugile anziana e di un insetto resiliente. La curatrice ha fatto riferimento ai concetti filosofici di Gilles Deleuze tratti da Logica del senso durante l'interazione con queste opere. L'esperienza è stata documentata in una rubrica online pubblicata in esclusiva l'11 maggio 2016, con la curatrice che rifletteva sulla propria prospettiva in evoluzione riguardo all'identità di genere attraverso questi incontri artistici.
Fatti principali
- Mona Hatoum ha esposto Corps étranger alla Tate Modern
- Hannah Sawtell ha presentato un'opera CGI reattiva alle criptovalute alla Site Gallery
- La curatrice ha fatto riferimento a Logica del senso di Gilles Deleuze
- La redazione ha fornito la pubblicazione 'Re-Materialising Feminism' per lo studio
- La rubrica è stata pubblicata come esclusiva online l'11 maggio 2016
- La curatrice è stata criticata per visioni sull'arte femminista precedenti a Victor Burgin
- L'opera di Sawtell alternava immagini di una pugile anziana e di un insetto sopravvissuto a disastri
- L'opera di Hatoum utilizzava tecniche di ripresa endoscopica
Entità
Artisti
- Mona Hatoum
- Hannah Sawtell
- Victor Burgin
- Gilles Deleuze
- I. Kurator
Istituzioni
- Tate Modern
- Site Gallery
- ICA
- ArtReview
- NHS
Luoghi
- London
- United Kingdom
- East Midlands
- Harley Street