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Il Manifesto di Culture Action Europe per la Cultura Italiana: Un Appello per un Aumento dei Finanziamenti

opinion-review · 2026-05-05

In vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, Culture Action Europe (CAE), una rete internazionale di organizzazioni culturali, ha pubblicato un 'Manifesto per la Cultura' sostenuto da numerosi enti culturali italiani. Il manifesto si apre chiedendo ai candidati di tutti i partiti di impegnarsi ad aumentare il bilancio pubblico nazionale per la cultura dall'attuale 0,3% allo 0,6% nel periodo 2018-2020. L'autore, Stefano Monti, partner di Monti&Taft, sostiene che questo documento è più un 'appello' che un manifesto, riflettendo una concezione errata della cultura. Critica la richiesta come una forma di 'accattonaggio' che rischia di scoraggiare le amministrazioni locali e centrali, specialmente quando la cultura viene presentata come un motore economico chiave per l'Italia, contribuendo in modo significativo al PIL e all'occupazione. Monti sostiene che il vero problema non è la mancanza di principi condivisi—poiché la maggior parte dei politici concorda sull'importanza della cultura—ma la mancanza di piani industriali e conoscenze precise per dimostrare i benefici concreti dell'investimento culturale. Invita a utilizzare argomenti basati su prove che possano competere con altri settori come la tecnologia o l'industria per i finanziamenti pubblici. Il manifesto della CAE propone tre macro-aree: Accessibilità, Crescita e Presidi Culturali, con azioni concrete ampiamente condivise ma insufficienti senza strumenti adeguati per dimostrarne l'efficacia. Monti conclude che la cultura italiana rimane bloccata nella seconda metà del XX secolo, combattendo una battaglia che non è più rilevante.

Fatti principali

  • Culture Action Europe ha pubblicato un 'Manifesto per la Cultura' in vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018.
  • Il manifesto chiede di aumentare il bilancio pubblico italiano per la cultura dallo 0,3% allo 0,6% del PIL nel periodo 2018-2020.
  • Il documento è stato sostenuto da molte organizzazioni culturali italiane.
  • Stefano Monti, partner di Monti&Taft, ha scritto l'analisi critica.
  • Monti sostiene che il manifesto è più un 'appello' che un manifesto.
  • Critica la richiesta come 'accattonaggio' e priva di piani industriali.
  • Il manifesto propone tre macro-aree: Accessibilità, Crescita e Presidi Culturali.
  • Monti afferma che la cultura italiana è bloccata nella seconda metà del XX secolo.

Entità

Istituzioni

  • Culture Action Europe
  • Monti&Taft

Luoghi

  • Italy

Fonti