Critica ai nuovi spazi performativi flessibili e high-tech di New York
Il critico di architettura Justin Davidson recensisce il Perelman Arts Center e The Shed di New York, due spazi performativi all'avanguardia progettati per la versatilità. In un articolo per Curbed (via MSN), sostiene che, nonostante le loro caratteristiche impressionanti—come pareti mobili, ascensori di precisione e sale che si restringono e si espandono—la tanto attesa trasformazione nei luoghi di spettacolo sembra deludente e eccessivamente costosa. Queste strutture innovative, che mirano a ridefinire l'adattabilità architettonica, non hanno mantenuto la promessa di un'esperienza rivoluzionaria. Le intuizioni di Davidson rivelano un divario tra tecnologia avanzata e valore artistico, sollevando domande sulla giustificazione di spese così significative. Entrambi i luoghi, rispettivamente parte del complesso del World Trade Center e di Hudson Yards, sono recenti aggiunte alla scena culturale di New York, ma Davidson sostiene che la loro flessibilità potrebbe non migliorare la qualità artistica o il coinvolgimento del pubblico.
Fatti principali
- Justin Davidson critica il Perelman Arts Center e The Shed a New York.
- I luoghi presentano pareti che si muovono al tocco di un pulsante, ascensori di precisione e sale che si restringono e si espandono.
- Davidson descrive la rivoluzione come 'deludente e troppo costosa'.
- L'articolo è stato pubblicato su Curbed e sindacato su MSN.
- Il Perelman Arts Center fa parte del complesso del World Trade Center.
- The Shed si trova a Hudson Yards.
- Entrambi i luoghi sono recenti aggiunte al panorama culturale di New York.
- Davidson si chiede se la flessibilità tecnologica giustifichi il costo.
Entità
Artisti
- Justin Davidson
Istituzioni
- Perelman Arts Center
- The Shed
- Curbed
- MSN
Luoghi
- New York
- World Trade Center
- Hudson Yards