Critica dell'efficienza nell'arte contemporanea
Christian Caliandro sostiene che l'arte contemporanea è stata dominata da efficienza, performance e risultati pratici, dove le opere e gli artisti sono valutati solo se servono a una funzione e possono essere facilmente comunicati. Egli traccia questa tendenza dal sensazionalismo degli YBA negli anni '90 fino all'attuale preferenza per immagini 'pesanti', ricche di risorse, simili al cinema e alla pubblicità, contrapponendola all'immagine povera di Hito Steyerl e al teatro povero di Jerzy Grotowski. Caliandro invoca il manifesto del 1965 di Grotowski, che sosteneva un teatro ascetico che rinuncia alla tecnica esterna in favore di un attore 'santo'. Suggerisce che musei e grandi mostre ora si affidano a tecnologia elaborata e spettacolo, rendendo raro trovare artisti che si sottraggono all'attenzione. Attingendo ad Alva Noë, postula che l'arte è uno 'strumento strano' privato di funzione, nemico della funzionalità e della tecnologia. Caliandro chiede un ritorno all'arte come incontro e relazione, abbracciando la negatività e l'imprevedibilità per resistere al controllo e all'efficienza.
Fatti principali
- Christian Caliandro ha scritto l'articolo.
- L'articolo critica l'efficienza nell'arte contemporanea.
- Caliandro fa riferimento al libro del 1965 di Jerzy Grotowski 'Per un teatro povero'.
- Viene menzionato il concetto di 'immagine povera' di Hito Steyerl.
- Viene citato il libro 'Strani strumenti' (2022) di Alva Noë.
- Vengono menzionati gli YBA (Young British Artists) degli anni '90.
- Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel marzo 2023.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Hito Steyerl
- Jerzy Grotowski
- Antonin Artaud
- Allan Kaprow
- Jonas Mekas
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Artribune
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
Luoghi
- Firenze
- Italy