Critica alla rappresentazione statica del luogo nell'arte nativa americana nell'esposizione Anishinaabe
Un articolo del 2015 di Christopher T. Green critica l'esposizione 'Before and After the Horizon: Anishinaabe Artists of the Great Lakes' per aver presentato il legame degli Anishinaabe con la regione dei Grandi Laghi come atemporale e immutabile. Green sostiene che questo approccio curatoriale idealizzi e de-storicizzi il rapporto dei nativi americani con il luogo, ignorando la natura dinamica e adattativa evidenziata dall'arte stessa. La rappresentazione dell'esposizione è considerata inaccurata rispetto al tumultuoso retaggio del colonialismo. Altre recenti mostre di arte indigena dimostrano che i curatori possono mostrare come i rapporti con il luogo si evolvano pur mantenendosi. L'articolo è stato pubblicato il 5 giugno 2015 su ARTMargins Online, con contenuti disponibili tramite MIT Press solo su abbonamento. Problematicizza l'uso del luogo come strategia curatoriale nell'arte nativa americana, sottolineando che l'arte rivela una dinamica in cambiamento nonostante l'inquadramento dell'esposizione.
Fatti principali
- L'articolo critica l'esposizione 'Before and After the Horizon: Anishinaabe Artists of the Great Lakes'
- Pubblicato il 5 giugno 2015 da Christopher T. Green
- Sostiene che l'esposizione presenti il legame degli Anishinaabe con i Grandi Laghi come atemporale e immutabile
- Critica la rappresentazione come idealizzata, a-storica e inaccurata rispetto al retaggio del colonialismo
- Nota che l'arte stessa mostra che il rapporto con il luogo è dinamico e in cambiamento
- Fa riferimento ad altre esposizioni di arte indigena con approcci curatoriali diversi
- Contenuti disponibili tramite MIT Press solo su abbonamento
- Si concentra sul problematizzare il luogo come strategia curatoriale nell'arte nativa americana
Entità
Artisti
- Christopher T. Green
Istituzioni
- ARTMargins Online
- MIT Press
Luoghi
- Great Lakes