Storia critica dell'arte della fibra esamina la Biennale di Losanna e le esclusioni degli artisti arabi e africani
L'articolo del 2016 di Jessica Gerschultz propone una storia critica dell'arte della fibra del XX secolo, mettendo in discussione il formalismo estetico della Biennale di Losanna negli anni '60 e '70. Critica le istituzioni euro-americane per aver escluso gli artisti tessili arabi e africani, sostenendo che tali omissioni oscurano le incongruenze più profonde dell'arazzo relative alle questioni irrisolte del modernismo. Il testo confronta le artiste Magdalena Abakanowicz, Jagoda Buic e Safia Farhat per rivalutare le reti del Nuovo Arazzo, i suoi miti e i sistemi di sostegno statale. La loro circolazione suggerisce nuove vie per recuperare la storia dell'arte della fibra e riflettere più ampiamente sul modernismo. L'articolo è disponibile tramite MIT Press con accesso solo su abbonamento.
Fatti principali
- Articolo pubblicato il 02/05/2016 da Jessica Gerschultz
- Critica il formalismo estetico alla Biennale di Losanna negli anni '60 e '70
- Evidenzia l'esclusione degli artisti della fibra arabi e africani da parte delle istituzioni euro-americane
- Esamina questioni moderniste irrisolte come l'identità artistica e il mecenatismo statale
- Confronta le artiste Magdalena Abakanowicz, Jagoda Buic e Safia Farhat
- Discute le reti del Nuovo Arazzo e i sistemi di sostegno istituzionale
- Disponibile tramite MIT Press con accesso solo su abbonamento
- URL della fonte: https://artmargins.com/mutable-form-and-materiality-toward-a-critical-history-of-new-tapestry-networks
Entità
Artisti
- Jessica Gerschultz
- Magdalena Abakanowicz
- Jagoda Buic
- Safia Farhat
Istituzioni
- ARTMargins Online
- MIT Press
- Lausanne Biennale
Luoghi
- Lausanne
- Switzerland