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Esame critico dei quadri istituzionali e concettuali dell'arte contemporanea ungherese degli anni '90

opinion-review · 2026-04-19

Nel suo saggio del 2003, Ágnes Berecz esplora "l'arte contemporanea ungherese degli anni '90", mettendo in discussione le nozioni consolidate riguardo alla periodizzazione, all'identità nazionale e alla legittimità delle istituzioni. Si interroga se l'inizio del decennio debba essere collegato ai cambiamenti politici del 1989 o agli eventi culturali del 1990, come l'inaugurazione del Ludwig Museum. La conclusione del decennio è segnata da importanti mostre nel 2000 e 2001 dopo l'11 settembre. Berecz critica la preferenza per artisti 'progressisti' all'interno dell''arte contemporanea', sanzionata da istituzioni come il Ludwig Museum e il Trafó. Discute inoltre l'inquadramento nazionale nella pubblicazione del 1999 'Hungarian Art in the 20th Century', tracciando le tendenze artistiche, inclusi i nuovi media e le opere orientate al genere, insieme a un mercato dell'arte in crescita sostenuto da MOL e OTP Bank, notando al contempo la scarsità di dialogo critico e i cambiamenti istituzionali dal Gruppo Újlak allo Studio of the Young Artists Association, sollevando interrogativi sull'aspettativa di 'ungheresità' nell'arte.

Fatti principali

  • Ágnes Berecz ha pubblicato il saggio su ARTMargins Online l'11 giugno 2003.
  • Il saggio esamina criticamente la periodizzazione dell'arte contemporanea ungherese degli anni '90, considerando il 1989 o il 1990 come possibili punti di partenza.
  • Le istituzioni chiave discusse includono il Ludwig Museum of Contemporary Art di Budapest e l'Accademia ungherese di belle arti.
  • Il testo analizza la pubblicazione del 1999 'Hungarian Art in the 20th Century' e il suo inquadramento nazionale.
  • Gli sviluppi artistici notati includono l'ascesa dei nuovi media, le rappresentazioni di genere e le installazioni interattive.
  • Le pubblicazioni critiche evidenziate sono Új M?vészet, Balkon, Exindex e M?ért?.
  • Il mecenatismo aziendale da parte di entità come MOL e OTP Bank ha sostenuto alcuni artisti ma ha escluso media non vendibili come le installazioni video.
  • Le prime iniziative guidate da artisti includevano il Gruppo Újlak e successivamente progetti come Index e Manamana.

Entità

Artisti

  • Ágnes Berecz
  • Imre Nagy
  • Péter Sinkovits
  • Ilona Németh
  • Shirin Neshat
  • Arsen Savadov
  • Georgij Senchenko
  • Mariko Mori
  • Antal Lakner
  • Hajnal Németh
  • Douglas Gordon
  • Janet Cardiff
  • Pierrick Sorin
  • Zbignew Libera
  • Katarzyna Kozyra
  • Tibor Gerevich
  • Boris Groys
  • István Hajdú
  • József Mélyi
  • Gábor Andrási
  • Edit András
  • Anna Bálványos
  • Barnabás Bencsik
  • Suzanne Mészöly
  • Lívia Páldi
  • János Szoboszlai
  • Attila Ménesi
  • Christoph Rauch
  • Endre Koronczi
  • András Gálik
  • Bálint Havas
  • Róza El-Hassan
  • János Sugár
  • Dóra Hegyi
  • Emese Süvecz
  • Tibor Várnagy
  • Miklós Erhardt
  • Edit Molnár
  • Tamás Kopasz
  • Lajos Németh
  • Gábor Pataki
  • György Sz?cs
  • András Zwickl

Istituzioni

  • ARTMargins Online
  • Ludwig Museum of Contemporary Art
  • Hungarian Academy of Fine Arts
  • M?vészet
  • Új M?vészet
  • Moderna Museet
  • Jeu de Paume
  • Museum Moderner Kunst
  • Balkon
  • Exindex
  • C3
  • Soros Center of Contemporary Art
  • M?ért?
  • HVG
  • Beszél?
  • Oktogon
  • Magyar Narancs
  • Playboy
  • Cosmopolitan
  • Index
  • Korridor
  • Magyar M?vészet
  • Duna TV
  • National Cultural Fund
  • Soros Foundation
  • Center for Culture and Communication
  • ICA-D
  • Institute of Contemporary Art of Dunaújváros
  • MEO Museum of Contemporary Art
  • Pro Helvetia Foundation
  • League of Non-Profit Art Spaces
  • Újlak Group
  • Törökfürd?
  • M?terem
  • Ikon
  • Kis Varsó
  • kmkk collective
  • Manamana
  • Studio of the Young Artists Association
  • Studio Gallery
  • Hungarian Art Foundation
  • National Association of Hungarian Artists
  • Academy of Applied Arts of Budapest
  • University of Fine Arts of Pécs
  • A.P.A.
  • Atelier Pro Arts
  • Magyar Aszfalt
  • MOL
  • OTP
  • Raiffeisen
  • Dresdner
  • Hungarian academic journal in art history

Luoghi

  • New York
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Fonti