Cristina Baldacci: 'Archivi impossibili' esplora arte e archivi
Il libro di Cristina Baldacci 'Archivi impossibili' (Johan & Levi, 2016) esamina il rapporto tra arte contemporanea e pratiche archivistiche. Baldacci sostiene che l'archiviazione oscilla tra classificazione metodologica e applicazione pratica, con artisti che spesso sovvertono i sistemi tradizionali per creare 'anarchivi'. Il libro analizza artisti come Hans Haacke, Marcel Broodthaers, Hanne Darboven e Gerhard Richter come 'artisti-archivisti'. Baldacci discute la dimensione politica degli archivi, citando Foucault e Derrida, ed esplora come gli archivi si relazionano con la dematerializzazione, il corpo come archivio, gli archivi biologici del DNA e la collezione ossessiva. L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso.
Fatti principali
- Cristina Baldacci è l'autrice di 'Archivi impossibili' (Johan & Levi, 2016).
- Il libro esplora l'archiviazione come metodologia e pratica nell'arte contemporanea.
- Artisti come Hans Haacke, Marcel Broodthaers, Hanne Darboven e Gerhard Richter sono analizzati come 'artisti-archivisti'.
- Baldacci cita Foucault e Derrida sulla natura politica degli archivi.
- L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso.
- Il libro discute il corpo come archivio e gli archivi biologici del DNA.
- Baldacci usa il termine 'anarchivi' per descrivere i modelli archivistici sovversivi degli artisti.
- Il titolo 'Archivi impossibili' riflette i confini aperti e instabili dell'arte archivistica.
Entità
Artisti
- Cristina Baldacci
- Hans Haacke
- Marcel Broodthaers
- Hanne Darboven
- Gerhard Richter
- Davide Dal Sasso
- Virgilio Sieni
- Rene Gabri
- Ayreen Anastas
- Yervant Gianikian
- Angela Ricci Lucchi
- Dieter Roth
Istituzioni
- Johan & Levi
- Fondazione Prada
- Pirelli HangarBicocca
- Artribune
- Scuola IMT Alti Studi Lucca
Luoghi
- Milan
- Italy