Mostra 'Finer' di Cristiana de Marchi al Canvas
La mostra personale di Cristiana de Marchi 'Finer: A thread … in the swell of wandering words' alla galleria Canvas prende il titolo da una poesia del 1955 di Paul Celan, scritta in risposta alle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. La poesia esplora la ripresa dopo minacce esistenziali attraverso il linguaggio, e de Marchi la utilizza per affrontare creazione e distruzione. La mostra presenta il filato come materiale principale, elevando il ricamo da artigianato domestico ad arte contemporanea. Le opere includono pezzi minimalisti e monocromatici che passano da vedute celesti di stelle e nuvole a mappe geografiche di paesi, città e corpi d'acqua, esaminando confini, nazionalità e fusi orari. La mostra presenta opere interattive e ludiche accanto a composizioni seriali cucite e lavorate a maglia su identità e appartenenza. Un pezzo centrale è 'Monument to the Fallen Wall', una creazione lunga quasi 6,5 metri. La mostra anticipa anche la pratica multimediale di de Marchi che incorpora luce e speranza, riecheggiando la poesia di Celan.
Fatti principali
- Il titolo della mostra è tratto da una poesia del 1955 di Paul Celan sulle atrocità della Seconda Guerra Mondiale.
- Cristiana de Marchi utilizza il filato come materiale principale.
- Le opere includono temi celesti e geografici.
- Il pezzo centrale è 'Monument to the Fallen Wall', lungo quasi 6,5 metri.
- La mostra include opere interattive e ludiche.
- La mostra affronta identità e appartenenza attraverso pezzi cuciti e lavorati a maglia.
- La pratica di de Marchi eleva il ricamo da artigianato ad arte contemporanea.
- La mostra si tiene alla galleria Canvas.
Entità
Artisti
- Cristiana de Marchi
- Paul Celan
Istituzioni
- Canvas