Il Covid-19 può riattivare virus dormienti, secondo uno studio
Uno studio pubblicato su Nature il 5 agosto indica che i virus dormienti possono essere riattivati dal Covid-19, portando a sintomi più gravi. La ricerca ha esaminato 1.154 pazienti non vaccinati ricoverati per Covid-19 tra maggio 2020 e marzo 2021, rivelando che quasi il 50% ha sperimentato una riattivazione entro 40 giorni. I virus più frequentemente riattivati erano il citomegalovirus (CMV), il virus di Epstein-Barr e il virus dell'herpes simplex di tipo 1 (HSV1), con il virus di Epstein-Barr che mostrava picchi precoci e CMV e HSV1 che emergevano tre settimane dopo. Sono stati rilevati anche anellovirus al momento del ricovero. Questa riattivazione era correlata a marcatori di infiammazione elevati e a una diminuzione delle molecole protettive, suggerendo una relazione con la gravità del Covid-19 e il long Covid. I coautori Esther Melamed e Ofer Levy hanno sottolineato la necessità di migliori trattamenti.
Fatti principali
- Studio pubblicato su Nature il 5 agosto
- 1.154 pazienti non vaccinati ricoverati con Covid-19 tra maggio 2020 e marzo 2021
- Quasi la metà ha sperimentato la riattivazione di virus dormienti entro 40 giorni dal ricovero
- Virus comuni riattivati: CMV, virus di Epstein-Barr, HSV1, anellovirus
- La riattivazione è avvenuta in sistemi immunitari altrimenti sani
- La riattivazione era associata a marcatori di infiammazione più elevati e a cellule immunitarie attivate
- La riattivazione degli anellovirus era collegata a sintomi di long Covid come l'affaticamento
- Limiti: solo pazienti non vaccinati, ceppi pandemici precoci
Entità
Istituzioni
- Nature
- University of Texas at Austin
- Stellenbosch University
- Imperial College London
- University of California, San Francisco
- Boston Children's Hospital
- World Health Organization
Luoghi
- United States
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