COP 21 e la crisi della scala umana nell'arte
Un articolo del novembre 2015 su artpress (numero 427, pp. 43-49) riesamina l'estetica relazionale e concetti come 'radicante' e 'alter-moderno' alla luce dell'imminente conferenza ONU sul clima (COP 21) a Parigi e della nuova epoca geologica dell'Antropocene. Il testo sostiene che le pratiche artistiche contemporanee devono confrontarsi con la crisi della scala umana—il disallineamento tra l'esperienza individuale umana e la scala planetaria del cambiamento ambientale. Suggerisce che l'estetica relazionale, incentrata sulle interazioni micro-sociali, potrebbe dover evolversi per affrontare le sfide macro-ecologiche. L'articolo fa riferimento alla nozione di 'radicante' di Nicolas Bourriaud (una forma d'arte senza radici e adattiva) e all''alter-moderno' come quadri per ripensare il ruolo dell'arte in un'era di crisi ecologica globale. L'autore invita a una ridefinizione delle pratiche estetiche per confrontarsi con le immense scale temporali e spaziali del cambiamento climatico, andando oltre le prospettive antropocentriche.
Fatti principali
- Articolo pubblicato su artpress numero 427, novembre 2015, pagine 43-49.
- Titolo: 'La crise de l’échelle humaine' (La crisi della scala umana).
- Contesto: Conferenza ONU sul clima COP 21 a Parigi, dicembre 2015.
- Fa riferimento all'epoca dell'Antropocene definita dagli scienziati.
- Riesamina l'estetica relazionale e i concetti di radicante e alter-moderno.
- Discute i concetti di Nicolas Bourriaud.
- Sostiene una ridefinizione delle pratiche estetiche in risposta al cambiamento climatico.
- Si concentra sul disallineamento tra la scala umana e il cambiamento ecologico planetario.
Entità
Artisti
- Nicolas Bourriaud
Istituzioni
- artpress
- United Nations
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —