Il presidente di CoopCulture difende il ruolo del settore privato nei servizi museali italiani
Giovanna Barni, presidente di CoopCulture, replica alle recenti dichiarazioni del ministro della Cultura Dario Franceschini che suggeriscono un ritorno alla gestione statale dei servizi museali supplementari. In un'intervista ad Artribune, Barni sostiene che gli operatori privati hanno portato professionalità, innovazione e standard internazionali nei musei italiani dalla legge Ronchey. Distingue tra livelli formali e sostanziali, notando che l'alternativa pubblica Ales S.p.A. non è praticabile con gli attuali codici dei beni culturali. Barni critica l'atteggiamento bipolare del ministero: mendicante verso i mecenati privati ma inquisitorio verso i fornitori privati di servizi. Respinge le accuse di speculazione, citando affermazioni infondate sul sovrapprezzo delle mostre al Colosseo, e sottolinea che gli operatori privati generano economie di scala che sostengono i servizi anche nei musei più piccoli. Barni avverte che escludere i partner privati porterebbe a una perdita di benessere per la comunità e ostacolerebbe lo sviluppo di nuovi modelli di partecipazione nella valorizzazione del patrimonio culturale. Invita a un approccio collaborativo in linea con la Convenzione di Faro, integrando l'esperienza privata in tecnologia, marketing e gestione insieme alla supervisione strategica pubblica. L'intervista evidenzia le tensioni in corso nella politica culturale italiana riguardo all'equilibrio tra controllo pubblico ed efficienza privata.
Fatti principali
- Giovanna Barni è presidente di CoopCulture.
- Il ministro Dario Franceschini ha proposto di riportare i servizi museali supplementari sotto gestione statale.
- Barni sostiene che gli operatori privati hanno migliorato la qualità dei musei e creato nuove figure professionali dalla legge Ronchey.
- Critica il ministero per basare le critiche su 'numeri paradossali' piuttosto che sui fatti.
- Barni afferma che gli operatori privati sono accusati di aver sottratto quasi 50 milioni di euro dai sovrapprezzi delle mostre al Colosseo.
- Avverte che rimuovere le economie di scala private danneggerebbe i musei più piccoli.
- Barni sostiene la collaborazione con il settore privato come da Convenzione di Faro.
- L'intervista è stata pubblicata su Artribune nel giugno 2016.
Entità
Istituzioni
- CoopCulture
- Artribune
- Ales S.p.A.
- MiBACT
- Colosseum
- Palazzo delle Esposizioni
- Ca' Pesaro
- Reggia di Venaria Reale
Luoghi
- Italy
- Rome
- Venice