Fotografi contemporanei rifiutano la fotocamera per l'alchimia chimica
Un numero crescente di fotografi contemporanei sta abbandonando gli strumenti digitali e le fotocamere tradizionali per esplorare i primi processi fotografici basati sulla chimica. Artisti come Alison Rossiter, la cui opera 'Expired 1919' (2023) è esposta alla Yossi Milo Gallery, sperimentano con carta fotografica scaduta e materiali fotosensibili senza utilizzare una fotocamera. Questo movimento riporta in vita gli esperimenti scientifici del XVIII e XIX secolo di figure come il fisico tedesco Johann Heinrich Schulze, che impresso lettere su vetro usando nitrato d'argento e luce solare, e il fisico inglese Thomas Wedgwood, che tentò di fissare immagini su cuoio e carta. Questi pionieri si concentravano sulla permanenza chimica piuttosto che sui dispositivi ottici. In un'epoca in cui l'IA e l'editing digitale erodono la fiducia del pubblico nella fotografia come registrazione della realtà, questi artisti abbracciano le origini alchemiche del medium, creando immagini uniche e fatte a mano che sfidano il concetto di verità fotografica.
Fatti principali
- I fotografi contemporanei rifiutano fotocamere e strumenti digitali.
- L'opera 'Expired 1919' (2023) di Alison Rossiter è esposta alla Yossi Milo Gallery.
- Gli artisti usano carta fotografica scaduta e materiali fotosensibili.
- Il movimento fa riferimento agli esperimenti scientifici del XVIII e XIX secolo.
- Johann Heinrich Schulze impresso lettere su vetro usando nitrato d'argento e luce solare.
- Thomas Wedgwood applicò nitrato d'argento su cuoio e carta ma non riuscì a fissare le immagini.
- La fotografia primitiva si concentrava sulla chimica e la permanenza, non sulla fotocamera.
- L'IA e l'editing digitale erodono la fiducia del pubblico nella fotografia come realtà.
Entità
Artisti
- Alison Rossiter
- Johann Heinrich Schulze
- Thomas Wedgwood
Istituzioni
- Yossi Milo Gallery
Fonti
- Artsy —