ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La paura del nuovo nell'arte contemporanea: una critica

opinion-review · 2026-04-27

Christian Caliandro sostiene che l'arte contemporanea è diventata conservatrice, con artisti che riciclano linguaggi formali degli anni '60 e '70—Arte Povera, Postminimalismo, Postconcettuale—spogliati dell'intento originale. Attribuisce questo ai gatekeeper (artisti, curatori, direttori di musei, critici, collezionisti) di quella generazione che dominano il mondo dell'arte. Gli artisti più giovani, spesso non più giovani, si conformano al gusto di questa gerontocrazia piuttosto che sviluppare linguaggi autonomi e disturbanti. Caliandro collega questo alla difficoltà di riconoscere la novità nella postmodernità e all'ambiguità dell'arte "contemporanea", che si è staccata dal presente e confinata nei white cube. Cita l'idea di Philip K. Dick del tempo che si indebolisce per illustrare la stasi dell'arte. L'articolo fa parte di una serie su "arte fighetta" ed è pubblicato su Artribune.

Fatti principali

  • Christian Caliandro è l'autore.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune.
  • La data di pubblicazione è dicembre 2022.
  • Caliandro insegna storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
  • È membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola.
  • L'articolo fa riferimento a 'Ubik' di Philip K. Dick e alla sua 'Exegesis'.
  • La serie si chiama 'arte fighetta'.
  • Caliandro critica il riciclo delle forme artistiche degli anni '60 e '70.

Entità

Artisti

  • Christian Caliandro
  • Philip K. Dick

Istituzioni

  • Artribune
  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Symbola Fondazione per le Qualità italiane
  • Fanucci Editore

Luoghi

  • Firenze
  • Italy

Fonti