Condé Nast chiude L'Uomo Vogue, il fondatore Flavio Lucchini racconta la storia
Condé Nast America ha annunciato la chiusura di L'Uomo Vogue e di altre pubblicazioni minori in Italia. Flavio Lucchini, il designer e primo direttore della rivista, condivide la sua esperienza. Fondata negli anni Sessanta, L'Uomo Vogue si oppose allo stile tradizionale e borghese, ispirandosi alla rivoluzione giovanile di Londra. La rivista ha giocato un ruolo fondamentale nel promuovere stilisti come Giorgio Armani, Versace e Saint Laurent, e ha affrontato temi culturali e politici, come la Cina di Mao Tse Tung. Lucchini evidenzia che la pubblicazione non si limitava alla moda, ma rappresentava un mezzo di cambiamento sociale. La chiusura è dovuta alla strategia di Condé Nast di concentrarsi su testate più forti in un mercato globalizzato.
Key facts
- Condé Nast America ha chiuso L'Uomo Vogue e altre testate minori in Italia.
- Flavio Lucchini è stato il progettista e primo direttore della rivista.
- L'Uomo Vogue è nato negli anni Sessanta per ribellarsi al modo di vestire tradizionale.
- La rivista ha contribuito a lanciare stilisti come Giorgio Armani, Versace e Saint Laurent.
- Ha dedicato una copertina alla Cina di Mao Tse Tung.
- Il sociologo Francesco Alberoni ha fatto parte della redazione.
- La chiusura è dovuta alla strategia di Condé Nast di concentrarsi sulle testate più forti.
- Lucchini ritiene che la cultura sia diventata un affare di nicchia nel mercato globalizzato.
Entities
Artists
- Flavio Lucchini
- Francesco Alberoni
- Pablo Picasso
- Ossie Clark
- Mary Quant
- Biba
- Mr. Freedom
- Antony Price
- Giorgio Armani
- Versace
- Yves Saint Laurent
- Petrit Halilaj
Institutions
- Condé Nast America
- Condé Nast
- L'Uomo Vogue
- Vogue Italia
- Artribune
Locations
- Corsica
- Francia
- Milano
- Italia
- Londra
- Regno Unito
- Cina